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Attualità 3 min di lettura29 min fa

Milano, Fedez ai giovani: «Non fidatevi dei rapper ricchi»

Il rapper contesta il sostegno di alcuni artisti alle proteste e denuncia la distanza tra i messaggi di ribellione e il lusso esibito dalla categoria

Fedez mette in discussione la solidarietà mostrata da alcuni rapper verso i giovani coinvolti nei disordini di Milano. La sua accusa riguarda soprattutto la distanza tra le parole pubblicate sui social e uno stile di vita costruito proprio intorno a quei simboli di ricchezza contro cui i manifestanti hanno rivolto la propria rabbia.

In un lungo intervento condiviso su Instagram, sia dal profilo personale sia da quello di Pulp Podcast, condotto insieme a Mr. Marra, Federico Lucia ha invitato i ragazzi a non considerare automaticamente alleati gli artisti più affermati. «Non credete agli artisti ricchi che vi sostengono. Al vostro fianco non c’è nessuno», ha scritto rivolgendosi direttamente a loro.

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La distanza tra rabbia e lusso

Il rapper ha ricordato di conoscere la frustrazione legata alla periferia, alle difficoltà economiche, a una scuola o a un lavoro insoddisfacenti. Ha spiegato anche di aver vissuto il passaggio opposto: quello della disponibilità economica e del desiderio di mostrare agli altri il traguardo raggiunto.

Secondo Fedez, le vetrine del centro rappresentano per molti giovani proprio ciò che per anni è stato irraggiungibile. Nei giorni precedenti, gruppi composti in larga parte da minorenni avevano lanciato bombe carta e bottiglie contro le forze dell’ordine, danneggiato negozi e infranto vetrine nel centro di Milano.


L’accusa ai colleghi del rap

Nel messaggio, Fedez ha contestato la posizione di quegli artisti che celebrano la protesta senza riconoscere il proprio ruolo nella costruzione del modello di successo contestato dai manifestanti. Ha citato sfilate, orologi costosi, viaggi e abiti firmati come elementi esibiti pubblicamente dalla stessa scena musicale.

La critica è rivolta anche alla presunta incoerenza di chi, da una parte, difende la distruzione delle vetrine e, dall’altra, partecipa agli eventi del mondo che quelle vetrine rappresentano. Fedez ha osservato che gli artisti diventati ricchi contribuiscono, almeno in parte, ad alimentare l’immaginario e il risentimento contro cui dicono di schierarsi.

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Il riferimento a Marracash

Una parte del messaggio sembra indirizzata a Marracash. Fedez ha richiamato la sua presenza alla Prima della Scala accanto a Beppe Sala e l’ha messa in relazione con una successiva presa di posizione a favore dei manifestanti.

Marracash, nei giorni precedenti, aveva scritto di considerare le disuguaglianze sociali una battaglia centrale della propria attività e di stare dalla parte della ribellione. Nel suo intervento aveva aggiunto: «Con le buone non cambi le cose». Fedez ha quindi chiesto perché alcuni artisti scelgano di adattarsi alle circostanze quando conviene loro e sostengano invece il saccheggio in un momento diverso.


Il messaggio finale ai manifestanti

Nella parte conclusiva, il rapper ha sostenuto che il pubblico più giovane rischia di essere sfruttato sia da chi lo respinge sia da chi lo trasforma in un simbolo utile alla propria immagine. A suo giudizio, mentre i ragazzi restano esposti alle conseguenze delle proteste, i loro idoli possono tornare rapidamente agli ambienti esclusivi e alle occasioni mondane.

La reazione al messaggio è stata divisa. Tra gli oltre 800 commenti, alcuni utenti hanno apprezzato quella che hanno definito un’onestà intellettuale non comune; altri hanno difeso Marracash, sostenendo che i giovani non protestino per aspirare alle sfilate, ma per ottenere il riconoscimento di diritti fondamentali.

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