Marracash scuote il rap dopo Milano: «Esistono molte forme di violenza»
Dopo i disordini del 17 ottobre, Marracash ha respinto la protesta solo virtuale e aperto il dibattito sulle diverse forme di violenza, raccogliendo consensi e critiche.
I disordini del 17 ottobre a Milano hanno acceso anche il confronto nel mondo del rap. La discussione è partita dai social, dove Marracash ha preso posizione con parole destinate a dividere: da una parte chi ha apprezzato il suo intervento, dall’altra chi lo ha accusato di giustificare la violenza.
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Marracash alza il livello dello scontro
Il rapper della Barona ha contestato l’attivismo limitato a post e dichiarazioni online, definendolo troppo semplice e privo di conseguenze concrete. Secondo Marracash, l’impegno dovrebbe emergere dalle scelte personali, dai testi e dall’attività sul palco, non soltanto dalle prese di posizione pubblicate in rete.
Nel suo intervento ha sostenuto che la protesta esplosa a Milano fosse attesa da tempo e potesse rappresentare soltanto l’inizio di una fase più ampia. Ha inoltre ricordato il proprio percorso contro le diseguaglianze sociali e il messaggio già espresso in passato durante i concerti: “Il potere capisce solo il potere e ora è tempo che il popolo mostri il proprio”.
Il confine tra protesta e violenza
Marracash ha respinto l’idea di essersi avvicinato soltanto ora a questi temi, spiegando che la sua posizione accompagna la sua carriera fin dalle prime canzoni. A chi lo ha criticato ha risposto con un invito netto a rivolgersi ad altri artisti, rivendicando una coerenza costruita nel tempo anche attraverso l’album È finita la pace, pubblicato due anni fa.
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La condanna della violenza, nella sua lettura, non riguarda soltanto gli episodi di strada. Il rapper ha richiamato anche le manganellate contro gli studenti, l’assenza dei numeri identificativi sui caschi e il cosiddetto scudo penale, collegando questi temi alla condizione di una generazione senza prospettive, segnata dalla precarietà e dall’esclusione sociale. La conclusione affidata ai social è stata: “Esistono molte forme di violenza”.
I consensi arrivati sui social
Il messaggio ha ricevuto il “Mi piace” di Guè, Sayf e Artie 5ive. Si è aggiunto anche il sostegno espresso nei commenti da Ilaria Salis, eurodeputata.
Il dibattito ha così coinvolto una parte della scena musicale e politica, mentre il nome di Marracash è rimasto al centro della discussione. Nel materiale disponibile non risultano dichiarazioni dettagliate di Kid Yugi o Ghali sul caso, ma entrambi sono indicati tra gli artisti associati al confronto sulle reazioni del rap ai fatti milanesi.
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