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Milano e i morti conquista il premio: Toscani racconta una città invisibile

Il testo del comasco Francesco Toscani ha vinto il bando lombardo dedicato agli autori capaci di raccontare identità, trasformazioni e contraddizioni del territorio.

È Francesco Toscani il vincitore della prima edizione di “Teatro, specchio di un territorio”, iniziativa dedicata alla drammaturgia contemporanea lombarda. Il suo testo, “Milano e i morti”, ha convinto la giuria per il modo in cui intreccia vicende private, cambiamenti urbani e solitudine giovanile.

L’opera è stata presentata da Lab121 con la regia di Carlo Autelli. Per il riconoscimento è ora previsto un percorso produttivo al Teatro Franco Parenti, che porterà il lavoro alla “Bottega dell’arte” di Trivolzio, in provincia di Pavia, prima della messa in scena a Milano durante la stagione 2026/2027.

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Due amiche dentro una città divisa

Al centro del testo ci sono Clara e Laura, due donne legate da un’amicizia ma separate dal modo in cui abitano Milano. La prima vive nel cuore della città, mentre la seconda risiede a Corsico: le loro esperienze quotidiane diventano così punti di osservazione differenti sullo stesso territorio.

Il rapporto tra le protagoniste si sviluppa tra il desiderio di sottrarsi alla solitudine e la ricerca di una possibile salvezza. Le loro vite, spesso attraversate senza essere notate, restituiscono anche l’evoluzione economica, sociale e paesaggistica della città, trasformata insieme ai suoi abitanti.

La commissione ha riconosciuto nel lavoro di Toscani la capacità di partire da vicende intime per mostrare le tensioni della Lombardia contemporanea. Secondo i giudici, il testo mette in luce fragilità e risorse del territorio e dà spazio ai timori, alle aspirazioni e al bisogno di ascolto delle nuove generazioni.


Un premio nato dalla rete lombarda

Il bando ha raccolto 45 proposte. Dopo la selezione, sono rimasti cinque finalisti, tutti originari della Lombardia: oltre a Toscani, con “Milano e i morti”, Alessandro Ceresi con “L’ort”, Edoardo Coppi con “Ossa”, Riccardo Francesco Vicardi con “Milano non ha paura” e Daniela Annamaria Mandelli con “Sem chi”.

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I testi rappresentano aree diverse della regione, dal territorio comasco alla Bassa mantovana, dalla provincia di Bergamo all’area metropolitana milanese. Ciascun progetto è stato affidato a una realtà teatrale lombarda per una restituzione scenica: Lab121, CTB, Farneto Teatro, Teatro Fraschini e Teatro dei Filodrammatici.

Le cinque presentazioni si sono svolte lunedì 12 ottobre al Teatro Franco Parenti, in una sessione riservata alla giuria. La commissione, presieduta da Andrée Ruth Shammah, comprendeva Anna Bernardini per Regione Lombardia, Monica Gattini per la Fondazione Pier Lombardo e i giornalisti Fabio Francione, Sara Magnoli e Giorgia Valeri.


Un laboratorio per nuove voci

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Pier Lombardo, curata dal Teatro Franco Parenti e sostenuta da Regione Lombardia. L’obiettivo è favorire autori interessati a portare in scena storie, memorie, dialetti e linguaggi di una regione caratterizzata da identità molteplici.

La prima edizione punta quindi a costruire un collegamento stabile tra scrittura teatrale, compagnie, luoghi di produzione e professionisti della scena. Il progetto intende diventare un punto di riferimento per la drammaturgia regionale, intercettando nuovi racconti e valorizzando il patrimonio culturale lombardo.

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