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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Midterm Usa, Bolton vede Trump al centro del voto

Inflazione, lavoro e costo della vita potrebbero penalizzare i repubblicani alle elezioni del 3 novembre

Le elezioni di midterm del 3 novembre potrebbero trasformarsi in una valutazione sull’operato di Donald Trump, soprattutto sul terreno economico. A sostenerlo è John Bolton, ex consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, secondo cui prezzi, occupazione e potere d’acquisto guideranno le scelte degli elettori.

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Economia decisiva per gli elettori

Bolton ritiene che il voto sia legato soprattutto all’inflazione e alla percezione di una crescente difficoltà economica. Nel 2024 molti cittadini avevano scelto Trump perché consideravano insoddisfacente la gestione dell’economia da parte di Joe Biden e non vedevano in Kamala Harris un’alternativa più efficace.

Secondo l’ex consigliere, quella fiducia non sarebbe stata confermata dai risultati. Anche l’aumento del prezzo della benzina, collegato in parte alla guerra nel Golfo, rischia di pesare sul presidente: «Gli elettori non stanno votando contro la guerra, ma contro le sue conseguenze», ha affermato parlando delle priorità degli elettori democratici.

Bolton osserva inoltre che il malcontento non arriverebbe soltanto dall’opposizione. Una parte degli indipendenti e alcuni repubblicani contrari a Trump potrebbero usare le schede per penalizzare il suo partito, anche se il presidente non è direttamente candidato.


Russia e rapporti con Trump

L’ex funzionario statunitense ha parlato anche delle accuse rivolte a Mosca per il sostegno a proteste e tensioni in Europa. A suo giudizio, la Russia continua a ricorrere a strumenti di influenza politica, dalla manipolazione del dibattito pubblico agli attacchi informatici, fino alle campagne contro singoli candidati.

Bolton ha ipotizzato che gruppi radicali possano ricevere finanziamenti con l’obiettivo di creare instabilità, ma ha precisato di non disporre di prove specifiche. Ha descritto queste attività come parte di una strategia già osservata in diverse occasioni.

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Sul rapporto tra Trump e Vladimir Putin, l’ex consigliere ha espresso forti riserve. «Putin vede Trump come un bersaglio facile», ha dichiarato, aggiungendo che un’intesa condotta direttamente dalla Casa Bianca, senza il coinvolgimento di altri interlocutori, potrebbe danneggiare l’Ucraina e favorire Mosca.


Le possibili conseguenze del voto

Se i democratici conquistassero la Camera dei rappresentanti o il Senato, Trump potrebbe attribuire la sconfitta ai candidati repubblicani e non alla propria leadership. Bolton prevede una reazione ancora meno prevedibile rispetto al primo mandato e una stagione segnata da numerose indagini parlamentari sull’amministrazione.

Le commissioni del Congresso potrebbero convocare audizioni e avviare verifiche sui diversi settori dell’azione presidenziale, esaminando anche vicende legate al precedente mandato. Per Trump, secondo Bolton, si aprirebbero due anni politicamente difficili.

Il margine di manovra del Congresso sarebbe però più ristretto in politica estera. Il presidente mantiene infatti la responsabilità principale delle decisioni internazionali e, secondo l’ex consigliere, un Parlamento ostile potrebbe soprattutto criticarne l’operato e convocare audizioni. Per imporre limiti attraverso nuove leggi servirebbero maggioranze parlamentari.

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