305notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bolton: le elezioni Usa saranno un giudizio su Trump

Inflazione, lavoro e costo della vita peseranno sul voto del 3 novembre, secondo l’ex consigliere della Casa Bianca.

Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si terranno il 3 novembre e, secondo John Bolton, misureranno soprattutto il consenso a Donald Trump. L’ex consigliere per la Sicurezza nazionale ritiene che inflazione, prezzi e timori occupazionali orienteranno la scelta degli elettori.

Offerta del giorno1 novembre

Douglas

-30% su ordini da 129€ da Douglas

Scade tra 10 giorni
********


Prezzi e lavoro al centro

Intervistato dall’Adnkronos, Bolton ha spiegato che il voto sarà legato alla situazione economica interna più che ai singoli dossier di politica estera. A suo giudizio, molti indipendenti e una parte dei repubblicani potrebbero usare le urne per esprimere il malcontento verso il presidente, anche se Trump non compare direttamente sulle schede.

Per i democratici, ha aggiunto, il tema principale sarà la difficoltà delle famiglie a sostenere il costo della vita, insieme all’insicurezza economica e ai timori per l’occupazione. Nel 2024 diversi elettori avevano scelto Trump ritenendo che avrebbe gestito meglio l’economia di Joe Biden, ma ora potrebbero reagire alla mancata realizzazione di quelle aspettative.

Bolton ha collegato l’aumento della benzina anche alla guerra nel Golfo, ma ha distinto le cause del rincaro dal comportamento elettorale: «Gli elettori non stanno votando contro la guerra, ma contro le sue conseguenze». Secondo l’ex consigliere, questo malcontento potrebbe influenzare le decisioni di Trump dopo il voto.


Le possibili conseguenze al Congresso

Le rilevazioni citate da Bolton indicano una possibile perdita della Camera da parte dei repubblicani e, forse, anche del Senato. In quel caso, Trump potrebbe attribuire il risultato ai candidati e alle loro campagne, evitando di considerarlo una bocciatura personale.

I democratici, se ottenessero la maggioranza in una o in entrambe le camere, avvierebbero audizioni e verifiche sull’amministrazione. Le commissioni potrebbero esaminare diversi aspetti dell’attività presidenziale, includendo anche decisioni e vicende legate al primo mandato. Per Trump, secondo Bolton, ne deriverebbero due anni politicamente difficili.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il margine del Congresso sarebbe però più ristretto in politica estera. Il presidente conserva la responsabilità principale delle decisioni internazionali; i parlamentari potrebbero criticarlo, convocare funzionari e svolgere indagini, mentre per approvare norme capaci di limitarne l’azione servirebbero maggioranze ampie.


Russia, Ucraina e rapporto con Meloni

Bolton ha ipotizzato che Mosca possa sostenere gruppi radicali in Europa per alimentare tensioni e indebolire la fiducia nelle istituzioni. Ha però precisato di non avere prove specifiche, richiamando le tecniche di influenza e interferenza già utilizzate dalla Russia in passato.

Sul rapporto tra Trump e Vladimir Putin, l’ex consigliere ha avvertito che un negoziato condotto da Washington senza altri interlocutori potrebbe favorire Mosca. «Putin considera Trump un bersaglio molto facile», ha detto, sostenendo che il presidente russo potrebbe attendere la fine delle elezioni per cercare un’intesa sfavorevole all’Ucraina.

Bolton ha definito il comportamento di Trump soprattutto reattivo e legato ai rapporti personali. In quest’ottica ha interpretato anche le tensioni con Giorgia Meloni: la presidente del Consiglio lo aveva criticato per alcune parole rivolte al Papa, e secondo Bolton il presidente americano avrebbe reagito male alle contestazioni pubbliche, indipendentemente dalla comune collocazione conservatrice dei due leader.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere