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Attualità 2 min di lettura39 min fa

Meta, maxi-sanzione da 25 miliardi: il caso che riapre il fronte dati

Il New Mexico accusa la società di aver fuorviato gli utenti sulle garanzie offerte e richiama anche le precedenti contestazioni sulla tutela dei minori.

Una sanzione da 25 miliardi di dollari colpisce Meta in New Mexico, dove un giudice ha ritenuto ingannevoli alcune comunicazioni dell’azienda sulla protezione dei dati personali. Il procedimento nasce dall’accusa secondo cui la società avrebbe presentato agli utenti un quadro non veritiero delle proprie pratiche sulla privacy.

La causa era stata avviata nel 2021, dopo lo scandalo Cambridge Analytica. Lo Stato sosteneva che Meta avesse «ingannato gli utenti con le sue dichiarazioni sulla privacy», contestando in particolare il modo in cui la piattaforma descriveva le garanzie applicate alle informazioni degli iscritti.

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La giuria ha contestato 26 dichiarazioni

Nel processo, durato due settimane, i legali del New Mexico hanno messo a confronto le dichiarazioni pubbliche di Mark Zuckerberg e dell’ex direttrice operativa Sheryl Sandberg con le comunicazioni interne dei due dirigenti. Su 29 messaggi esaminati, 26 sono stati giudicati dalla giuria «ingannevoli o scorretti».

Un mese prima della decisione sulla sanzione, la giuria aveva inoltre stabilito che Meta aveva violato 43 milioni di volte le norme statali a tutela dei consumatori. Per ciascuna infrazione era prevista una penalità di 5mila dollari. Il giudice ha definito «particolarmente grave» il danno attribuito all’azienda, osservando che le condotte contestate sarebbero proseguite intenzionalmente per anni.

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Una nuova tegola dopo il caso minori

Il New Mexico aveva chiesto una somma ancora più alta, fino a 40 miliardi di dollari. La decisione arriva mentre Meta deve già affrontare un altro procedimento nello stesso Stato, incentrato sulle misure adottate per proteggere gli utenti più giovani.

Ad agosto 2026, un tribunale aveva imposto alla società un esborso superiore a 900 milioni di dollari. La misura comprende 567 milioni destinati a un nuovo fondo per gli interventi correttivi e 375 milioni di sanzioni civili già stabilite a marzo. Tra gli obblighi imposti figura anche l’attivazione automatica dell’opzione che nasconde il numero di «Mi piace» sulle fotografie pubblicate da utenti minorenni.

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