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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Mauritius, l’acqua diventa il nuovo fronte della crisi

La siccità porta le riserve al 40% e mette sotto pressione una rete che disperde il 60% dell’acqua, con interventi da almeno 750 milioni di euro.

A Mauritius l’accesso all’acqua non è più soltanto un’emergenza ambientale: il tema sta incidendo sulla politica, sull’economia e sulla vita quotidiana. Per un Paese conosciuto per la stabilità e il benessere, la scarsità della risorsa rischia di lasciare conseguenze anche dopo la fine delle proteste.

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Un’isola sempre più esposta alla siccità

La dipendenza dalle precipitazioni rende Mauritius vulnerabile ai periodi asciutti, che negli ultimi anni sono diventati più frequenti. Le autorità devono quindi trovare una risposta duratura a una situazione che non appare più limitata a una singola stagione.

Il bacino di Mare-aux-Vacoas, principale riserva dell’isola e fonte essenziale per numerosi abitanti, contiene oggi circa il 40% della sua capacità. Dodici mesi fa il livello superava il 90%, una differenza che fotografa l’ampiezza della crisi idrica in corso.


Rete obsoleta e costi per il Paese

A rendere più grave il problema contribuisce la distribuzione nazionale: circa il 60% dell’acqua trattata si perde lungo una rete ormai datata. Secondo il ministro dell’Energia Patrick Assirvaden, la sua ricostruzione richiederebbe almeno 750 milioni di euro e non potrebbe concludersi prima di dieci anni.

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Nel frattempo l’esecutivo intende aiutare le famiglie con buoni dal valore indicativo di 280 euro, destinati all’acquisto di cisterne e strumenti per conservare l’acqua. La questione pesa anche sul turismo: con l’alta stagione alle porte, il comparto genera oltre due miliardi di dollari all’anno e rappresenta una voce rilevante delle entrate nazionali.


La protesta si ferma, il problema resta

Nelle ultime settimane la crisi dell’acqua e l’aumento del costo della vita hanno alimentato i disordini più gravi dal 1999. Il coprifuoco è stato revocato, ma le ragioni del malcontento non risultano superate e il governo deve ora ristabilire la fiducia interna.

Nel breve periodo, le autorità puntano sulla ritrovata stabilità per scongiurare cancellazioni e tranquillizzare i visitatori. Sullo sfondo resta però la sfida più ampia: adattare Mauritius a siccità ricorrenti e a una rete che richiede una trasformazione lunga e costosa.

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