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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Messi, l’ultimo omaggio guarda alle Malvinas: il gesto che torna

Allo stadio Monumental di Buenos Aires, il tributo al capitano argentino unirà calcio, memoria della guerra e rivendicazione nazionale sulle isole contese.

Il legame tra Lionel Messi, Diego e la questione delle Malvinas sarà richiamato ancora una volta durante il saluto dedicato al capitano argentino. Dopo la vittoria sull’Inghilterra, Messi aveva sottolineato il valore speciale di quella giornata: «È stata una giornata di grande felicità per tutti noi argentini per le Malvinas e per Diego».


Quel messaggio torna in campo

A Buenos Aires sarà riproposto lo striscione con la scritta «Le Malvinas sono argentine», già mostrato dai calciatori della Selección al termine della sfida vinta contro l’Inghilterra nell’ultimo mondiale. La Federcalcio argentina lo ha custodito da allora, considerandolo un oggetto dal forte significato simbolico.

Il vessillo verrà aperto al centro del terreno di gioco del Monumental in occasione dell’addio di Messi. Il gesto riporterà così nello stesso contesto sportivo la memoria del conflitto del 1982 e la rivendicazione argentina sulla sovranità dell’arcipelago.


Una ferita ancora presente

Il tema delle Malvinas rappresenterà uno dei cardini della cerimonia organizzata nella capitale argentina. L’iniziativa non si limiterà quindi a celebrare la carriera del numero 10, ma collegherà il suo commiato a una vicenda ancora centrale nell’identità nazionale del Paese.

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A rendere ancora più evidente questo legame sarà la presenza di Fabio Santana, cantante ed ex combattente della guerra contro il Regno Unito. Sarà lui a eseguire l’inno nazionale argentino davanti al pubblico dello stadio.


Santana: «Momento unico»

La scelta è stata comunicata a Santana tre giorni prima dell’evento da Claudio «Chiqui» Tapia, presidente dell’Afa. «Immaginatevi l’emozione: sono tre giorni che piango», ha raccontato il veterano parlando della convocazione ricevuta.

L’ex combattente ha spiegato che vivrà l’esibizione come un momento condiviso con chi partecipò alla guerra, con i caduti sepolti nelle isole e con le persone morte negli anni successivi. «Sarà un momento unico», ha aggiunto, descrivendo l’esecuzione dell’inno come un omaggio collettivo alla memoria dei protagonisti di quella vicenda.

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