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Attualità 2 min di lettura27 min fa

Merci ferme al Sud: l’allarme per negozi e imprese

Federdistribuzione segnala consegne paralizzate in Puglia, Calabria e Campania, mentre le associazioni chiedono al governo di liberare i presidi stradali

Le difficoltà nelle consegne stanno già mettendo sotto pressione i centri distributivi e i punti vendita del Mezzogiorno. In Puglia, Calabria e Campania, numerosi carichi restano fermi senza poter arrivare agli esercizi commerciali, con il rischio di aggravare le conseguenze economiche per imprese e consumatori.

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Consegne ferme e negozi a rischio

Federdistribuzione ha accolto positivamente gli esiti del confronto tra il ministero dei Trasporti e le rappresentanze dell’autotrasporto. Dal tavolo, spiega l’organizzazione, sono emerse alcune prime risposte alle difficoltà del comparto, ma la situazione sul territorio meridionale continua a essere particolarmente delicata.

Il blocco della circolazione delle merci, infatti, non si è attenuato in diverse aree e in alcuni casi appare persino peggiorato. Le ripercussioni sulle forniture sono rilevanti: i prodotti rimangono nei poli logistici e non raggiungono i negozi, aumentando il pericolo di interruzioni nelle vendite e di ulteriori disagi per la popolazione.


La richiesta di rimuovere i presidi

Unatras, Fai, Anita, Confartigianato Trasporti, Assotir, Fiap, Cna Fita, Sna Casartigiani, Fedit, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi riconoscono i passi avanti compiuti nel colloquio con Matteo Salvini. Nella loro posizione comune, tuttavia, sollecitano Matteo Piantedosi ad agire rapidamente per togliere i presidi che da giorni ostacolano la viabilità nel Sud.

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Le associazioni definiscono non più sostenibili gli effetti sui trasportatori e sull’intera rete degli approvvigionamenti. “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria”, affermano, ricordando gli impegni per garantire liquidità immediata alle imprese e predisporre interventi contro l’emergenza.


Il confronto resta l’unica via

Secondo le organizzazioni dell’Albo, il negoziato rappresenta ancora lo strumento più efficace per affrontare la crisi. A loro giudizio, i blocchi stradali e le minacce che impediscono il passaggio di persone e merci finiscono per danneggiare la stessa categoria, anche sul piano dell’immagine.

La mobilitazione coinvolge soprattutto le regioni meridionali, dove si registrano interruzioni intermittenti e presidi nei pressi dei caselli autostradali. Le associazioni della distribuzione, del commercio, dei trasporti e dei consumatori temono che una prosecuzione della protesta possa compromettere ulteriormente una situazione economica già fragile.

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