Mentana lascia La7, dubbi sull’accusa ai programmi politici
Il direttore del TgLa7 saluterà a fine anno, ma i dati Agcom non confermerebbero una linea filogovernativa della rete.
Enrico Mentana lascerà a fine anno la direzione del TgLa7 e, secondo quanto annunciato, anche La7. La sua uscita arriva dopo oltre quindici anni alla guida del telegiornale, ma non convince l’idea che la scelta dipenda dall’orientamento dei programmi della rete.
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Il giudizio sulla conduzione
Negli ultimi anni la conduzione di Mentana avrebbe perso parte della rapidità e dell’energia mostrate agli inizi, prima a Mediaset e poi a La7. Il giornalista conserva autorevolezza e capacità di attirare l’attenzione del pubblico, ma la spinta degli esordi appare attenuata.
Lo stesso Mentana ha osservato che «oggi nessun ragazzino può appassionarsi al giornalismo guardando un telegiornale». Una considerazione che può riflettere anche la fatica accumulata dopo tanti anni nello stesso ruolo e un dibattito pubblico ritenuto meno stimolante sul piano professionale.
Il ruolo avuto nel telegiornale
A Mentana va però riconosciuto di avere ridotto nel telegiornale il tradizionale susseguirsi di dichiarazioni dei partiti. Il suo lavoro ha dato più spazio al racconto dei fatti politici e sociali, limitando interventi spesso privi di contenuto informativo.
Questa impostazione ha segnato una discontinuità rispetto ad alcune scelte del passato, come la lunga trasmissione della videocassetta con la discesa in campo di Silvio Berlusconi o lo scontro del 1998 con Francesco Cossiga sulla legge sul conflitto d’interessi.
Ascolti e possibile successione
L’edizione delle 20, dopo i risultati iniziali, si è stabilizzata da anni su livelli inferiori a quelli del Tg1 e del Tg5. È inoltre dietro al Tg3 delle 19 e soltanto poco sopra il Tg2.
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La successione dirà se il telegiornale riuscirà a recuperare interesse presso gli spettatori. Il cambio alla direzione arriva comunque dopo una fase nella quale Mentana, secondo questa lettura, avrebbe esaurito ciò che poteva offrire al TgLa7.
I dati sui programmi della rete
Più discutibile è invece l’accusa rivolta da Mentana a La7 di proporre, attraverso programmi e approfondimenti, un’informazione unilaterale e orientata contro il governo. Le trasmissioni richiamate potrebbero essere Otto e mezzo e Piazzapulita, ma i dati disponibili non sembrano descrivere uno squilibrio così netto.
Secondo le rilevazioni dell’Agcom sull’ultimo anno, nei programmi informativi della rete — tra cui Coffee Break, Dimartedì, In Altre Parole, In Onda, L’Aria Che Tira, Omnibus La7, Otto E Mezzo, Piazzapulita, Propaganda Live e Tagadà — l’opposizione ha avuto tra il 40% e il 48% dei tempi di parola. La parte restante è stata attribuita alla destra e al governo.
Il confronto con Mediaset
Per questo la contestazione di Mentana appare, secondo l’autore, poco coerente con le cifre dell’Agcom. Se il giornalista tornasse a lavorare a Mediaset, aggiunge la stessa analisi, avrebbe probabilmente più motivi per criticare l’impostazione politica degli approfondimenti di quella rete.
L’uscita da La7 viene così collegata soprattutto alla conclusione di un lungo ciclo professionale, non ai contenuti degli altri programmi. Mentana avrebbe compreso che per il telegiornale è arrivato il momento di affidare la direzione a un’altra persona.
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