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Attualità 4 min di lettura14 ott

Menopausa, il rischio invisibile: cosa rivelano i numeri sulle donne

Una ricerca su mille italiane tra i 50 e i 70 anni mostra che sintomi, prevenzione e conseguenze sulla salute restano ancora poco affrontati con i medici.

«La menopausa è una fase naturale della vita che coinvolge milioni di donne e merita maggiore attenzione e consapevolezza»: Simona Gatti, direttore medico di Bayer Italia, riassume così il messaggio che arriva dalla ricerca condotta da AstraRicerche per Bayer Italia. Il quadro restituisce una contraddizione: se ne discute più apertamente rispetto al passato, ma molte donne continuano a vivere disturbi e conseguenze senza un confronto sanitario adeguato.

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Informazioni richieste, aiuti ancora insufficienti

Le esigenze indicate dalle intervistate sono soprattutto concrete. Il 51,9% vorrebbe ricevere informazioni più chiare e pratiche, mentre il 47% chiede farmaci e prodotti più efficaci. Il 42,9% segnala la necessità di servizi e specialisti dedicati, facilmente raggiungibili sul territorio.

La dimensione sociale resta altrettanto importante: il 42% desidera che la menopausa non venga più presentata come l’ingresso nella vecchiaia. Il 18,1% indica come priorità il sostegno sul posto di lavoro e una maggiore ricerca scientifica; l’11,3% auspica gruppi di confronto tra donne. Oltre una partecipante su due, il 54,5%, ritiene inoltre che il sistema sanitario non dedichi ancora sufficiente attenzione a questa fase.


Sintomi che cambiano la quotidianità

Quasi tutte le donne coinvolte hanno sperimentato almeno un disturbo, tra insonnia, vampate, variazioni dell’umore e riduzione del desiderio sessuale. Il 40,7% riferisce problemi del sonno di intensità moderata o elevata, mentre il 37,3% descrive vampate altrettanto rilevanti. Tra chi ha affrontato questi disagi, il 62,4% ha rinunciato ad almeno un’attività oppure l’ha svolta peggio di quanto avrebbe voluto; nell’ultimo mese, le limitazioni hanno riguardato mediamente 4,2 giorni.

Anche il lavoro risente della situazione. Il 33,9% dichiara di concentrarsi con maggiore difficoltà; tra le lavoratrici che hanno vampate moderate o severe ogni giorno, il 32% attraversa giornate di rendimento ridotto. La percentuale sale al 56% fra chi dorme male almeno quattro notti alla settimana.


Il dialogo con il medico rimane raro

Nonostante l’86,6% consideri la menopausa un passaggio naturale, il rapporto con il medico appare ancora discontinuo. Il 26,8% non ne ha mai parlato e il 21,9% lo ha fatto una sola volta; tra le donne con sintomi, il 30,8% non li ha mai sottoposti all’attenzione di un professionista. Per il 63,7%, il motivo è la convinzione che si tratti di una condizione normale o non abbastanza importante da richiedere una consulenza.

Il confronto avviene più spesso con altre donne: il 78,5% ne parla con le amiche, il 68,3% con le figlie e il 66,4% con le colleghe. Quasi la metà delle partecipanti ha inoltre cercato di mascherare la menopausa, nascondendo i disturbi nel 38,1% dei casi o una vampata davanti ad altre persone nel 21,1%.

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Tra rimedi autonomi e prevenzione

Le donne cercano comunque soluzioni: l’86,9% di chi ha avuto vampate ha sperimentato almeno un rimedio, soprattutto modificando abitudini o adottando accorgimenti pratici. Per i disturbi del sonno la quota arriva al 92,5%. Tuttavia, il 42,7% di chi presenta problemi non segue alcun trattamento e appena il 9,3% ricorre a una terapia indicata dal medico.

La ricerca mette in luce anche una conoscenza incompleta degli effetti a lungo termine. Il 61,1% si considera molto o abbastanza informato, ma solo il 59,1% collega correttamente la menopausa alla riduzione della massa ossea; il 24,7% la associa al rischio cardiovascolare, il 24,2% al colesterolo e il 15,1% alla glicemia.

Rossella Nappi, professore ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Pavia, Policlinico San Matteo, sottolinea che «non esiste una sola menopausa e non esiste una sola risposta ai suoi sintomi». Secondo l’esperta, insieme agli interventi sullo stile di vita possono essere valutate opzioni ormonali e non ormonali, tenendo conto della storia clinica e delle preferenze individuali.


Una ricorrenza riapre il confronto

I risultati sono stati diffusi in vista della Giornata mondiale della menopausa, in programma il 18 ottobre. Il 70,6% delle intervistate osserva che oggi l’argomento viene affrontato con più apertura rispetto a qualche anno fa, ma il 65,2% giudica ancora troppo limitato il livello di conversazione.

La distanza tra maggiore visibilità e reale consapevolezza resta quindi il nodo centrale: parlare di più non significa necessariamente riconoscere i segnali, comprenderne le possibili implicazioni e chiedere un aiuto personalizzato. Per questo la ricerca indica nel dialogo con i professionisti sanitari uno degli strumenti principali per trasformare la menopausa da esperienza da nascondere a fase da gestire con informazioni adeguate.

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