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Attualità 3 min di lettura15 ott

La banca si fa storia: Mina e i Castellitto nel nuovo film Intesa Sanpaolo

La campagna “A mano a mano” intreccia la voce di Mina con le esperienze di clienti, dipendenti e protagonisti impegnati nell’economia, nello sport e nella cultura.

Prima ancora dei numeri, ci sono le persone. È questo il punto di partenza di “A mano a mano”, la nuova campagna istituzionale di Intesa Sanpaolo, costruita sulle storie di chi affronta scelte, difficoltà e progetti con il sostegno della banca. La voce di Mina accompagna immagini in cui compaiono anche Sergio e Pietro Castellitto, Roberto Bolle, Francesco Graziani, clienti reali e dipendenti dell’istituto.

L’idea creativa è stata sviluppata da Luca Josi insieme ad Allegra Scattaglia per Meta Europe Production. Il brano scritto da Riccardo Cocciante e Marco Luberti, diventato popolare con l’interpretazione di Rino Gaetano e ora riproposto da Mina, diventa così il filo musicale di un racconto sull’Italia che cresce attraverso iniziative individuali e collettive.

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La musica detta il ritmo del racconto

Per Josi, la canzone non è stata scelta a immagini già realizzate. Al contrario, la costruzione della campagna è partita proprio dal brano, considerato una componente essenziale della narrazione. «La musica è un vestito su misura di un racconto», ha spiegato, ricordando che una colonna sonora selezionata soltanto alla fine rischia di non fondersi davvero con le immagini.

“A mano a mano” è sembrata adatta perché contiene un messaggio di resistenza e rinascita. La strofa dedicata al fiore che torna a sbocciare richiama la capacità di reagire alle difficoltà, mentre la versione di Mina, più rapida rispetto a quella precedente, imprime alla canzone un’energia rinnovata. «Quando Mina interpreta una canzone, il peso del suo carisma è fortissimo. È una voce unica, che crea un distinguo rispetto a tutte le interpretazioni precedenti», ha detto Josi.


Storie vere al posto dei numeri

Il percorso visivo attraversa situazioni diverse: una giovane coppia impegnata nell’acquisto della prima casa, un imprenditore, una studentessa sostenuta da un prestito d’onore, un progetto sportivo e iniziative culturali. Il finale guarda al rapporto tra generazioni, con un nonno che immagina il futuro del nipote.

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La scelta di mettere in primo piano esperienze concrete nasce dalla volontà di mostrare gli effetti dell’attività bancaria nella vita quotidiana, senza limitarsi a elencare risultati e dimensioni del gruppo. Josi ha sottolineato che dietro ogni dato ci sono persone, decisioni, coraggio e opportunità. Per rendere il racconto credibile, la produzione ha coinvolto funzionari, dirigenti e professionisti di Intesa Sanpaolo realmente attivi negli ambiti rappresentati, insieme a clienti dell’istituto.

Anche l’impianto grafico separa i due piani: per i dipendenti viene utilizzato uno stile più istituzionale, mentre le storie dei clienti sono accompagnate da una grafia dall’aspetto personale. Il primo video introduce questo approccio con un dialogo tra Sergio e Pietro Castellitto: «Ti faccio vedere che cos’è una banca per Intesa San Paolo. Vedere, magari spiegare. No, no te la voglio proprio far vedere».


Volti noti, impegni concreti

La presenza di personaggi celebri non serve soltanto ad attirare l’attenzione. Roberto Bolle appare alla Galleria Borghese di Roma e richiama il rapporto tra Intesa Sanpaolo, arte e cultura; Francesco Graziani porta invece il proprio impegno sociale attraverso lo sport, con un progetto ad Arezzo rivolto a bambini e ragazzi in difficoltà.

Il loro contributo si inserisce nello stesso mosaico delle vicende raccontate dagli altri protagonisti. L’obiettivo, secondo Josi, era ottenere una narrazione naturale ma riconoscibile, capace di collegare persone, ambiti e valori diversi senza trasformare la campagna in una semplice presentazione dell’istituto. «Abbiamo cercato di perseguire una narrazione forte nella sua naturalezza», ha spiegato parlando della selezione dei volti e delle esperienze inserite nel progetto.

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