Docce filmate sulla HMAS Leeuwin: allarme nella Marina australiana
Dopo la scoperta di una telecamera in un’area riservata alle donne, le autorità cercano eventuali vittime e verificano il rischio di altri dispositivi a bordo della flotta.
La Marina australiana considera l’episodio una grave violazione della fiducia. Il viceammiraglio Matt Buckley ha promesso che chiunque abbia responsabilità dovrà risponderne, definendo il gesto «un tradimento della fiducia spregevole».
L’accaduto arriva mentre il Parlamento valuta una proposta della senatrice indipendente Jacqui Lambie per creare un organismo autonomo incaricato di esaminare molestie e violenze sessuali nelle Forze armate. Secondo Lambie, la gestione affidata esclusivamente alla catena di comando militare non offrirebbe garanzie sufficienti a chi denuncia.
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Un caso che riaccende il dibattito
Il progetto legislativo punta a separare la raccolta delle segnalazioni e le attività di prevenzione dai vertici della Difesa. La senatrice ha reso pubblico il caso dopo aver ricevuto informazioni da una fonte interna, portando l’attenzione sulle condizioni di sicurezza del personale femminile.
Il Dipartimento della Difesa ha assicurato di seguire la vicenda «con la massima serietà» e ha ribadito che condotte di questo genere non sono accettate. L’indagine dovrà chiarire anche se la vicenda sia isolata oppure riveli problemi più ampi all’interno delle navi militari.
Le immagini potrebbero essere in rete
L’ipotesi più delicata riguarda la possibile diffusione delle registrazioni. Lambie ha riferito che i filmati potrebbero essere stati pubblicati in rete prima del ritrovamento dell’apparecchio, ma finora gli investigatori non hanno fornito conferme su questo punto.
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Restano inoltre da stabilire il periodo in cui la telecamera è rimasta installata e il numero delle persone eventualmente riprese. Le informazioni ricevute dalla senatrice indicano che l’equipaggio sarebbe stato costretto a rinviare la partenza della nave per permettere lo svolgimento degli accertamenti.
Indagini e verifiche su tutta la flotta
Il dispositivo è stato rinvenuto l’11 ottobre nei locali doccia destinati alle donne della HMAS Leeuwin, allora ferma nel porto di Cairns, nel Queensland. L’inchiesta è condotta dalla polizia militare insieme alle autorità civili; un appartenente alle Forze armate è stato individuato come persona di interesse e sta collaborando, senza che nei suoi confronti siano state formalizzate accuse.
La scoperta ha spinto la Marina a estendere le verifiche oltre la HMAS Leeuwin. I controlli riguardano i servizi igienici di tutte le navi della flotta, con l’obiettivo di individuare eventuali altri strumenti di registrazione nascosti e di ricostruire con precisione quanto accaduto.
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