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Attualità 2 min di lettura2 giorni fa

Mengoni cambia palco: a Milano un club senza telefoni né scaletta

Dal 5 novembre al 20 dicembre Allo Sbagliato porterà musica, comicità e incontri dal vivo in uno spazio da 500 posti curato artisticamente da Marco Mengoni.

Un luogo pensato per mettere in pausa smartphone, selfie e video, restituendo centralità all’ascolto dal vivo. È questa l’idea alla base di Allo Sbagliato, il club milanese che resterà aperto dal 5 novembre al 20 dicembre con la direzione artistica di Marco Mengoni.


Un palco senza copione fisso

Mengoni sarà protagonista per quattro serate ogni settimana, ma senza una giornata prestabilita e senza affidarsi a una scaletta rigida. Nel suo programma non rientrano Due vite e L’essenziale: l’artista ha spiegato di voler dare spazio soprattutto ai brani meno conosciuti del proprio repertorio.

La scelta nasce dal desiderio di ridurre le distanze con il pubblico e con i musicisti. “Volevo andare in un posto intimo”, ha raccontato Mengoni durante l’incontro con la stampa, spiegando anche il motivo del nome del locale: oggi gli artisti si esibiscono spesso in spazi sempre più grandi, mentre questo progetto punta su una dimensione raccolta.


Musica, comicità e creatività

Sul palco non ci sarà soltanto il cantautore. Il calendario comprenderà performance di musicisti, cantanti, dj, stand up comedian, artisti e designer, con presenze italiane e internazionali.

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Tra i nomi già indicati figurano Faccianuvola, Rares, Sayf e Mace, oltre a Nuzzo e Di Biase e Luca Ravenna. Potrebbe partecipare anche Ghemon, artista che Mengoni ha definito molto apprezzato dal gruppo di lavoro.


Biglietti alti per sostenere il lavoro

Il club potrà accogliere 500 persone e il costo degli ingressi varierà da 100 a 200 euro, con alcune postazioni speciali nella fascia più alta. Mengoni ha paragonato l’esperienza a una cena in un ristorante stellato: un’occasione rara, da vivere senza l’obbligo di documentare ogni momento online.

La cifra, ha precisato, è legata anche alla volontà di retribuire in modo adeguato chi lavora alla realizzazione dell’evento. Allestimento, personale tecnico e vincoli sul numero degli addetti incidono sull’organizzazione; secondo Mengoni, il budget deve permettere di sostenere le famiglie di chi opera professionalmente nel settore musicale.

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