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Politica 1 min di letturaAggiornato 4 ore fa

Ucraina, Meloni chiede a Costa una linea europea unica

La premier avverte: divisioni e iniziative separate rendono l’Unione meno credibile e favoriscono chi vuole prolungare il conflitto

Aggiornamento delle 16:10

Meloni ha chiarito che l’Italia non accetterà impegni negoziati senza un mandato europeo, ma destinati poi a coinvolgere anche il nostro Paese. La premier ha aggiunto di voler lasciare agli atti la propria opposizione a questa dinamica.

Aggiornamento delle 15:08

Tra gli episodi citati da Meloni figurano un incontro informale a Miami tra rappresentanti europei, ucraini, Nato e Ue, confermato solo in seguito dagli Stati Uniti, e una riunione tenuta a Oslo. Il Consiglio europeo informale di Dublino è previsto per il 13 novembre, prima della decisione politica attesa al vertice di dicembre.

Aggiornamento delle 13:55

Nella lettera Meloni ha ricostruito la sequenza di incontri e contatti dell’ultimo mese, citando anche una telefonata di Stubb e Støre con Putin durante la riunione del Consiglio Nordico a Helsinki. Il 12 novembre è previsto un vertice del cosiddetto formato Berlino, mentre il 19 novembre si riunirà nella capitale tedesca la Coalizione dei Volenterosi. La premier ha inoltre riferito di una possibile partecipazione europea ai colloqui di Abu Dhabi tra Ucraina e Russia, mediati dagli Stati Uniti.

Aggiornamento delle 13:44

Meloni ha precisato di non rivendicare per sé né per l’Italia un posto nei diversi formati negoziali, ma ha chiesto di stabilire chi rappresenterà l’Unione e con quale mandato. Nella lettera ha inoltre sollecitato un confronto al Consiglio europeo informale di Dublino, in vista di una decisione formale a dicembre, coinvolgendo anche Regno Unito, Norvegia e gli altri partner interessati. Senza un’intesa, ha avvertito, l’Europa rischia di diventare irrilevante nei negoziati.

Giorgia Meloni ha chiesto ad Antonio Costa una posizione comune dell’Unione europea sulla guerra in Ucraina. La presidente del Consiglio ha inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo, giudicando non più rinviabile un coordinamento tra gli Stati membri.

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L’appello di Meloni

Nella missiva, Meloni ha sostenuto che le diverse iniziative assunte dagli europei, attraverso formati e gruppi variabili, stanno indebolendo la credibilità dell’Unione nella gestione della crisi. Secondo la premier, la frammentazione delle posizioni rischia di trasmettere all’esterno l’immagine di un’Europa incapace di agire con una direzione condivisa.

«È ormai improcrastinabile che l’Europa parli con una sola voce sulla questione ucraina», ha scritto Meloni, riprendendo un tema già affrontato in più occasioni durante le riunioni del Consiglio europeo. La presidente del Consiglio ha collegato la richiesta alla necessità di tutelare la sicurezza del continente e di tenere conto del costo umano della guerra.

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Il rischio delle divisioni

Meloni ha avvertito che procedere separatamente può finire per favorire chi punta a mantenere aperto il conflitto. Nella sua analisi, un’Europa percepita come divisa perde peso proprio mentre deve confrontarsi con una delle questioni più complesse per i Paesi membri.

«Dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui», ha affermato la premier nella lettera. La conclusione dell’intervento richiama quindi due elementi: le vite umane coinvolte e le conseguenze della guerra sul futuro della sicurezza europea.

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