Medio Oriente, Trump prepara la prossima mossa: vertice riservato a Camp David
I vertici della sicurezza statunitense hanno valutato l’evoluzione dello scontro con l’Iran e della crisi yemenita, mentre i negoziati restano fermi.
Lo stallo dei negoziati potrebbe spingere Donald Trump a prendere in considerazione una nuova fase di operazioni militari di rilievo contro l’Iran. È in questo quadro che assume particolare peso l’incontro riservato organizzato a Camp David, dove i responsabili della sicurezza statunitense hanno esaminato le possibili iniziative in Medio Oriente.
Un vertice nel momento più delicato
La riunione si è svolta senza alcun annuncio pubblico da parte della Casa Bianca. Un appuntamento dello stesso tipo era stato convocato nel giugno 2025, a pochi giorni dall’avvio del conflitto tra Israele e Iran, secondo quanto riferito da tre persone informate sui contenuti del dossier.
A presiedere i lavori è stato il vicepresidente J.D. Vance. Attorno al tavolo sedevano anche il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il direttore della Cia John Ratcliffe e il generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore congiunto.
Decisioni attese sulla crisi
Al centro delle discussioni sono finiti sia il confronto con Teheran sia la situazione nello Yemen, dove resta aperto il contenzioso tra Arabia Saudita e Houthi. Uno dei funzionari presenti ha descritto così il confronto: «Sono state prese decisioni, o quantomeno si è discusso a fondo della questione».
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La convocazione a Camp David segnala il livello di attenzione riservato dall’amministrazione alla crisi, anche se non sono stati resi noti eventuali provvedimenti adottati. Il fatto che l’incontro sia rimasto fuori dall’agenda ufficiale lascia inoltre senza conferme pubbliche la direzione che Trump intende imprimere alla risposta americana.
Washington valuta il seguito
La prospettiva di una ripresa delle operazioni contro l’Iran viene esaminata mentre i colloqui non registrano progressi. Trump, stando alle informazioni disponibili, riflette da giorni sull’eventualità di autorizzare interventi militari significativi.
Il quadro comprende dunque due dossier collegati alla sicurezza regionale, ma distinti per natura: da un lato il confronto diretto con l’Iran, dall’altro la crisi yemenita. La presenza congiunta dei vertici diplomatici, militari e dell’intelligence ha consentito di affrontare entrambe le emergenze in una riunione ristretta nella residenza presidenziale di Camp David.
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