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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Caso Garlasco, la difesa rilancia: «Un elemento farà rumore

Gli ex consulenti di Stasi contestano la versione del genetista dei Poggi e annunciano iniziative legali, mentre Boccellari prepara una nuova rivelazione.

Avato e Fabbri, già consulenti tecnici della difesa di Alberto Stasi, negano di essere stati informati dei due esiti negativi relativi al Dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta bordeaux. I professionisti definiscono «assolutamente false» le affermazioni attribuite a Marzio Capra e fanno sapere di voler presentare querela.

Nella loro presa di posizione, i due tecnici sostengono di non aver mai ricevuto né documenti né comunicazioni verbali su quei risultati, né durante gli accertamenti né nel corso del processo. Per questo chiedono di essere ascoltati dalla Procura della Repubblica di Pavia come persone informate sui fatti.


La versione dei consulenti contestati

Secondo Avato e Fabbri, le analisi negative sarebbero emerse soltanto di recente, grazie agli ultimi sviluppi della vicenda. A loro giudizio, l’assenza di quei dati dagli atti processuali e dalle consulenze dimostrerebbe che non ne erano a conoscenza.

I due aggiungono che gli stessi risultati non sarebbero stati trasmessi neppure ai periti nominati dal giudice Vitelli nel 2009. La loro iniziativa punta quindi a chiarire se, e in quale momento, le informazioni sugli esami siano state effettivamente condivise con la difesa.


Il nodo dei test sul Dna

Capra, componente del gruppo di consulenti della famiglia Poggi, ha invece riferito di aver visionato gli esiti sfavorevoli e di aver ricevuto la relativa comunicazione il 24, giorno della firma del verbale sugli accertamenti. Il genetista ha però precisato che resta da capire se le verifiche abbiano riguardato lo stesso campione o materiali differenti.

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L’analisi dei dati originali, secondo Capra, potrebbe aiutare a stabilire la natura dei campioni esaminati. Il genetista ha inoltre sostenuto che Avato e Fabbri sarebbero stati informati dal Ris nel corso di una riunione. Una ricostruzione respinta dai due ex consulenti, secondo i quali non furono mostrati gli elettroferogrammi né fornita una comunicazione completa.


La nuova carta della difesa

Lo scontro arriva mentre Giada Boccellari annuncia ulteriori sviluppi nella strategia difensiva di Stasi. Ospite di Omnibus su La7, l’avvocata ha spiegato: «Ci sono altri elementi che la difesa ha a disposizione oggi, uno dei quali farà particolare scalpore a mio giudizio, ma che non riguarda le indagini del 2007».

La legale non ha indicato quale sia questo elemento e non ha fissato una data per renderlo pubblico. Ha però chiarito che non si tratterebbe di una prova documentale destinata direttamente alla richiesta di revisione, pur ritenendo che possa suscitare «molto rumore».

La dichiarazione si inserisce nel dibattito sui tre esami eseguiti sul materiale genetico individuato sui pedali della bicicletta di Stasi. A un primo responso ritenuto positivo sarebbero seguite due verifiche dal risultato totalmente negativo, che secondo quanto emerso non furono comunicate all’epoca alla difesa.

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