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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

540mila euro dopo la nascita: il caso dell’embrione scambiato a Napoli

La famiglia ha chiesto il risarcimento dopo aver scoperto, attraverso gruppo sanguigno e analisi genetiche, che la bambina nata nel 2025 non era biologicamente figlia della coppia.

Tra le conseguenze indicate dai consulenti della famiglia figura anche un possibile danno psicologico futuro per il primogenito, oltre alle spese sostenute per l’assistenza legale. La richiesta complessiva ammonta a 540mila euro.


I danni contestati dalla famiglia

La valutazione medico-legale, firmata da Luca Scognamiglio come consulente della coppia, elenca diverse forme di pregiudizio che sarebbero derivate dall’impiego dell’embrione appartenente a un’altra coppia. Nel documento si parla di un danno biologico permanente di tipo psichico e della lesione della libertà di scelta in ambito procreativo.

Tra le voci considerate compare anche quella della cosiddetta «nascita indesiderata». La relazione prende inoltre in esame la perdita o compromissione degli embrioni della coppia, il danno definito come «ignoranza genetica» e le ripercussioni sugli altri componenti della famiglia, compreso il possibile danno riflesso per il primo figlio.


Il dubbio nato dal gruppo sanguigno

L’errore è emerso soltanto dopo la nascita della bambina, avvenuta nel 2025. I primi sospetti sono maturati quando il suo gruppo sanguigno è risultato incompatibile con quello dei due genitori.

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La verifica è proseguita con gli esami genetici, che hanno escluso un legame biologico tra la neonata e la coppia. I genitori si erano rivolti al Centro di Medicina della Riproduzione dell’ospedale San Paolo per sottoporsi a un percorso di fecondazione in vitro.


La richiesta all’Asl e all’ospedale

La domanda risarcitoria è stata indirizzata all’Asl Napoli 1 Centro e alla direzione sanitaria dell’ospedale San Paolo. L’atto di diffida e messa in mora è stato inviato tramite posta elettronica certificata dall’avvocato Francesco Petruzzi.

Oltre ai 540mila euro già quantificati, la famiglia chiede che siano considerate le spese legali e l’eventuale evoluzione dei disturbi psicologici che potrebbe interessare il primogenito. La relazione tecnica allegata collega queste conseguenze allo scambio avvenuto durante il trattamento di fecondazione assistita.

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