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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Madrid, i decreti sulla casa crollano: Sánchez ora rischia il voto

La bocciatura parlamentare dei provvedimenti sull’emergenza abitativa apre una crisi politica e rende concreta l’ipotesi di elezioni anticipate il 29 novembre.

La crisi abitativa si trasforma in una crisi di governo per Pedro Sánchez. Mentre a Madrid la protesta riempie Puerta del Sol, il Congresso respinge i due decreti pensati dall’esecutivo socialista per intervenire sull’emergenza: 178 deputati votano contro, mentre i favorevoli si fermano a 172.


La maggioranza perde il suo equilibrio

A determinare la bocciatura sono stati soprattutto i voti contrari di Junts, formazione nazionalista conservatrice catalana. La scelta del partito segna, di fatto, la rottura dell’intesa sulla quale si reggeva la maggioranza di governo.

Il risultato parlamentare lascia Sánchez in una posizione particolarmente fragile. I due interventi non superano il passaggio in aula proprio mentre la questione abitativa alimenta una forte mobilitazione nella capitale spagnola.

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Elezioni già in calendario?

Dopo il voto, l’eventualità di elezioni politiche anticipate non appare più soltanto teorica. La prospettiva indicata è quella di un ritorno alle urne in tempi ravvicinati, il 29 novembre, quindi tra meno di due mesi.

La bocciatura dei decreti sulla casa intreccia così due emergenze: quella sociale, resa visibile dalle proteste contro la difficoltà di trovare un’abitazione, e quella istituzionale, provocata dalla perdita dei numeri necessari in Parlamento.

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