Medio Oriente, due fronti aperti: arresti e allarme per gli Usa
Le incursioni israeliane in almeno 15 località della Cisgiordania seguono l’attacco di Hebron, mentre Washington teme possibili attentati contro propri funzionari.
La crisi mediorientale si allarga su due piani paralleli: in Cisgiordania le forze israeliane hanno condotto operazioni in almeno 15 località, mentre dagli Stati Uniti arriva l’allarme per presunti piani contro diplomatici e funzionari americani. In entrambi i casi, le informazioni disponibili provengono da fonti citate da emittenti e mezzi di comunicazione, senza ulteriori dettagli ufficiali sulle persone coinvolte.
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L’allarme americano cambia lo scenario
Secondo quanto riferito da Axios, l’intelligence degli Stati Uniti avrebbe individuato progetti in fase avanzata per uccidere diplomatici e funzionari statunitensi. Gli obiettivi si troverebbero in Medio Oriente, ma anche in altre zone del mondo, secondo le informazioni raccolte dall’intelligence americana.
I dettagli sarebbero stati inseriti in un promemoria trasmesso il 23 ottobre al segretario di Stato Marco Rubio. Il documento, sempre secondo la ricostruzione di Axios, sarebbe stato acquisito dalla testata e conterrebbe elementi che hanno contribuito alle decisioni prese da Washington sulla sicurezza del proprio personale all’estero.
Israele intensifica le operazioni
Nel nord della Cisgiordania, intanto, decine di palestinesi sarebbero state fermate durante una serie di incursioni condotte dall’esercito israeliano. Le operazioni avrebbero interessato almeno 15 località, come riferito da Al Jazeera, ma non sono stati forniti nel testo ulteriori particolari sui nomi degli arrestati o sulle accuse contestate.
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La campagna è stata segnalata dopo l’annuncio del primo ministro Benjamin Netanyahu, che aveva disposto un blocco totale della Cisgiordania. La decisione è arrivata in seguito a un attacco avvenuto a Hebron, nel quale hanno perso la vita due soldati israeliani.
Ambasciate ridimensionate per precauzione
Le valutazioni dell’intelligence statunitense sarebbero tra i motivi che hanno spinto il Dipartimento di Stato a diminuire il personale presente in diverse ambasciate americane nella regione. La misura si colloca in un quadro di crescente preoccupazione per la possibile estensione del conflitto a nuove aree del Medio Oriente.
Il collegamento tra la minaccia ai rappresentanti statunitensi e il ridimensionamento della presenza diplomatica è stato riferito da funzionari americani citati da Axios. Nel frattempo, la stretta israeliana in Cisgiordania mostra come le conseguenze dell’attacco di Hebron abbiano prodotto nuove operazioni e arresti sul terreno.
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