Medio Oriente, altri 10mila soldati Usa: Trump prepara la svolta
Washington rafforza la presenza militare nella regione mentre il presidente valuta nuovi attacchi contro Teheran e promette una soluzione rapida.
La presenza militare statunitense in Medio Oriente è destinata a crescere con l’arrivo di una terza portaerei e di nuove unità navali. Nell’area potrebbero essere dispiegati tra 9.000 e 10.000 militari aggiuntivi, mentre Donald Trump considera la ripresa delle operazioni contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato.
La nuova iniziativa si accompagna al rafforzamento delle difese degli alleati regionali e a un piano per ricostituire le scorte di missili impiegate durante il conflitto. Le navi, gli aerei da combattimento, i Marines e il personale della Marina dovrebbero raggiungere la regione entro la fine di novembre.
La portaerei cambia gli equilibri
Il Pentagono sta preparando l’invio del gruppo d’attacco guidato dalla USS Theodore Roosevelt, insieme ad altre imbarcazioni del Corpo dei Marines. Il dispositivo si aggiungerà alle forze già presenti e porterà nell’area una quantità significativa di uomini e mezzi.
Il dispiegamento avviene mentre alla Casa Bianca resta aperta l’ipotesi di una nuova campagna militare contro l’Iran. Trump, intervenuto a Denton, in Texas, durante un appuntamento elettorale nello stabilimento Peterbilt Motors, ha sostenuto che Teheran sarebbe “pronto a cedere” e ha assicurato: “La questione iraniana si concluderà molto rapidamente”.
Missili e difesa degli alleati
Sul fronte industriale, il Pentagono ha assegnato a Raytheon un accordo da 24,4 miliardi di dollari per aumentare la produzione dei missili SM-6. Il contratto avrà una durata di cinque anni, con la possibilità di aggiungerne altri due, e punta a ripristinare le munizioni utilizzate nel conflitto.
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Il sistema è destinato alla difesa aerea e all’ingaggio di obiettivi di superficie. Secondo il dipartimento della Difesa, l’intesa dovrebbe consentire alle aziende di programmare meglio personale e approvvigionamenti strategici, così da accelerare la capacità produttiva.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno trasferito in Arabia Saudita e Qatar altre due batterie di missili Patriot. Le installazioni dovranno proteggere soprattutto gli impianti petroliferi e del gas, offrendo rassicurazioni agli alleati nel caso in cui Washington decida di riaprire le ostilità su larga scala.
Trump ha detto di dover scegliere tra un accordo con l’Iran e la prosecuzione dello scontro. Nelle sue dichiarazioni ha aggiunto che i prezzi dell’energia potrebbero diminuire rapidamente, senza chiarire quali saranno i prossimi passi dell’amministrazione.
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