Flydubai, il copilota voleva impadronirsi dell’aereo: cosa è successo
Ripresi i rimpatri da Dubai, mentre il procuratore emiratino accusa il secondo pilota di aver tentato un’azione terroristica contro il comandante.
Il collegamento tra Emirati Arabi Uniti e Israele è tornato operativo per consentire il rientro dei cittadini israeliani, ma l’inchiesta sul volo Flydubai Fz1073 resta aperta. A bordo dell’aereo, secondo il procuratore generale emiratino Hamad Saif Al Shamsi, il copilota avrebbe aggredito il comandante con l’ascia di emergenza e cercato di assumere il controllo del Boeing 737 Max.
Ripartono i voli per il rimpatrio
Un velivolo della compagnia israeliana Arkia è atterrato all’aeroporto Ben Gurion poco dopo l’una di notte di sabato. Era decollato da Dubai nella serata di venerdì e ha riportato in Israele i passeggeri rimasti bloccati dopo la sospensione dei collegamenti.
Si è trattato del primo volo effettuato da una compagnia israeliana dagli Emirati dopo l’interruzione della rotta di Flydubai e la cancellazione dei voli programmati da El Al. I collegamenti erano stati fermati in seguito all’episodio avvenuto mercoledì sulla tratta Dubai-Tel Aviv, descritto dalle autorità come un evento che ha rischiato di provocare una catastrofe.
L’accusa contro il copilota
Il procuratore generale degli Emirati ha riferito che l’indagine avrebbe individuato nel secondo pilota l’intenzione di compiere un “atto terroristico”. Hamad Saif Al Shamsi ha spiegato che l’uomo avrebbe utilizzato l’ascia disponibile nella cabina di pilotaggio per colpire il comandante e tentare di “prendere i comandi dell’aereo”.
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Le verifiche non sono ancora concluse e il movente non è stato accertato. Il sospettato sarebbe Hamam al-Hammami, cittadino omanita di 29 anni, identificato da diversi organi d’informazione statunitensi.
I contenuti apparsi sui social
Secondo quanto riferito dalla Cnn, un profilo LinkedIn intestato a quel nome, successivamente rimosso, avrebbe pubblicato due contenuti nove ore dopo l’incidente. Nel primo comparivano immagini riprese dalla cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max, con alcuni aerei di compagnie israeliane, tra cui El Al, oltre a una fotografia di Ayman al-Zawahiri, già guida di al-Qaeda dopo Osama bin Laden.
Il secondo contenuto mostrava invece immagini della Mecca, di Medina e di Gerusalemme. Non è stato chiarito chi abbia caricato quei materiali né se la loro pubblicazione fosse stata programmata in anticipo. Le autorità emiratine continuano a esaminare ogni elemento, mentre alcuni esponenti israeliani e statunitensi hanno evocato possibili legami con l’estremismo islamista o con l’Iran, senza che tali ipotesi siano state confermate.
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