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Attualità 1 min di lettura55 min fa

Kiev, il fronte dell’inverno cambia volto: colpito il ponte Pivdennyi

Il danneggiamento del Pivdennyi e il blocco della circolazione alimentano i timori nella capitale, mentre ponti e infrastrutture elettriche diventano nuovi obiettivi

Il raid che ha danneggiato il ponte Pivdennyi, costringendo a interrompere il traffico, segna per Kiev un passaggio delicato in vista dell’inverno. Nella capitale l’attacco è stato interpretato come l’inizio di una fase particolarmente difficile, dopo mesi già segnati dalla guerra.

La novità riguarda anche la scelta dell’obiettivo: finora le forze russe non avevano colpito i principali ponti urbani. Ora, accanto alla rete elettrica, queste infrastrutture sembrano rientrare tra i punti esposti della città.


Il ponte Pivdennyi fermato dal raid

L’azione di ieri ha provocato danni al Pivdennyi e ha portato alla sospensione della circolazione. Il blocco ha avuto un effetto immediato sulla vita quotidiana degli abitanti della capitale, alle prese con una nuova emergenza nelle vie di collegamento.

Per Kiev si tratta di un episodio senza precedenti recenti: i grandi ponti cittadini non erano mai stati bersagliati dagli attacchi russi. Il colpo al Pivdennyi amplia quindi il quadro delle strutture considerate vulnerabili.

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La paura per i mesi più duri

Tra i residenti si è diffusa la percezione che il raid possa rappresentare l’avvio dell’inverno più severo degli ultimi anni. Il timore non riguarda soltanto la mobilità, ma anche la tenuta delle infrastrutture essenziali.

La rete elettrica resta infatti al centro delle preoccupazioni, insieme ai ponti urbani. Kiev si prepara così ad affrontare la stagione fredda con la prospettiva di nuove pressioni sulle strutture da cui dipendono gli spostamenti e i servizi della capitale.

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