Kiev, l’inverno può diventare un’arma: il piano russo per spegnere la città
Ponti colpiti e infrastrutture energetiche nel mirino: l’Ucraina teme un’offensiva capace di isolare la capitale e aggravare l’emergenza nei mesi freddi.
Il rischio più grave per Kiev non riguarda soltanto la viabilità: un documento condiviso dalle autorità ucraine con i partner europei delinea un’operazione russa diretta contro l’intero sistema energetico nazionale. L’obiettivo indicato sarebbe ridurre drasticamente elettricità e riscaldamento nelle principali città, proprio mentre l’inverno aumenta la vulnerabilità della popolazione.
L’energia è il nuovo bersaglio
Secondo il documento, l’attacco potrebbe coinvolgere circa mille tra missili, droni e bombe. I bersagli comprenderebbero impianti elettrici e idroelettrici, centrali termiche, stazioni di pompaggio e strutture per il trattamento delle acque.
La parte più delicata del piano riguarderebbe le sottostazioni che alimentano le centrali nucleari, situate a meno di un chilometro dai reattori. Un’interruzione dei collegamenti con la rete potrebbe obbligare Kiev a fermare le tre centrali ancora operative. Le stime contenute nel documento indicano inoltre una possibile perdita del 90% delle forniture di elettricità e riscaldamento a Kiev, Kharkiv e Odessa, oltre al collasso della rete fognaria.
Volodymyr Zelensky ha sostenuto che Vladimir Putin avrebbe chiesto ai vertici militari russi di abbandonare ogni limite previsto dalle regole di guerra. Le informazioni, ha spiegato il presidente ucraino, proverrebbero dall’intelligence di Kiev e da intercettazioni di funzionari di alto livello del Cremlino. Tra le infrastrutture esposte non ci sarebbero soltanto le centrali: nel mirino figurerebbero anche scuole, ospedali, centri dati, reti di comunicazione, ferrovie e ponti.
I ponti dividono la capitale
A rendere già più difficile la vita quotidiana è la situazione del Pivdennyi, noto anche come Ponte Sud. La struttura collega le due sponde del Dnipro nella zona meridionale della capitale, sostiene il traffico automobilistico e viene utilizzata anche dalla metropolitana.
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Dopo i bombardamenti della notte di venerdì, aggiunti ai colpi subiti il giorno precedente, il ponte è stato chiuso alla circolazione della metropolitana in entrambe le direzioni. Il passaggio era utilizzato ogni giorno da decine di migliaia di pendolari. Limitazioni sono state introdotte anche sui vicini ponti Paton e Metro, con effetti sull’intera mobilità urbana.
Le autorità ucraine considerano particolarmente grave l’attacco coordinato alle infrastrutture di collegamento, finora generalmente risparmiate. Per Zelensky, il danneggiamento dei nodi civili avrebbe anche uno scopo ulteriore: spingere gli abitanti della capitale a lasciare la città, alimentando nuovi movimenti di profughi verso i Paesi europei confinanti.
Il sindaco: situazione drammatica
Durante una riunione del Consiglio di Difesa, il sindaco Vitaly Klitschko ha descritto le condizioni della capitale come «estremamente drammatiche». Nel suo intervento, diffuso attraverso Telegram, ha elencato i danni a infrastrutture essenziali, logistica, abitazioni e servizi sociali.
«Non è più possibile far finta di poter vivere come in tempo di pace», ha affermato Klitschko, chiedendo ai diversi servizi municipali di coordinare le attività e di informare con chiarezza i residenti. A suo giudizio, la collaborazione tra cittadini e amministrazione sarà decisiva per affrontare gli attacchi e consentire alla città di riprendersi.
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