Mattarella: giovani e lavoro, la sfida che decide il futuro del Paese
Dal rapporto tra istruzione e occupazione alle migrazioni giovanili, il presidente richiama istituzioni e società a costruire condizioni migliori per le nuove generazioni.
L’intesa tra generazioni è decisiva per affrontare una fase segnata dal calo demografico e dalla rapida trasformazione tecnologica. Sergio Mattarella ha indicato nella coesione sociale il punto di equilibrio tra istruzione, occupazione e prospettive di crescita, richiamando istituzioni e cittadini a una responsabilità condivisa.
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Lavoro e scuola devono procedere insieme
Secondo il presidente della Repubblica, formazione e occupazione non possono essere considerate questioni separate. Il diritto a studiare e quello a trovare un lavoro devono avanzare nello stesso percorso, perché una società diventa più solida quando riesce a offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro.
Mattarella ha inoltre sottolineato il valore dell’incontro tra età diverse, reso più complesso dalle trasformazioni demografiche e dall’accelerazione della tecnologia. In questo quadro, il dialogo tra generazioni diventa essenziale per trasmettere competenze, rafforzare la coesione e sostenere lo sviluppo della Repubblica.
Le crisi globali mettono a rischio le libertà
Nel suo intervento il capo dello Stato ha collegato le difficoltà interne a uno scenario internazionale attraversato da conflitti, protezionismo, tensioni sulle rotte marittime e ambizioni di potere. Le guerre di aggressione, la messa in discussione del diritto internazionale e l’aumento dei costi energetici, ha osservato, danneggiano le catene produttive, gli scambi e alimentano l’inflazione.
Mattarella ha richiamato anche il peso esercitato da figure economiche insofferenti ai vincoli imposti dalle regole comuni. A suo giudizio, le pretese di controllo su ambiti strategici finiscono per incidere non soltanto sulla libertà dei commerci, ma anche sulle libertà che caratterizzano il modello di vita europeo e occidentale.
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Il ritorno dei giovani resta una priorità
Una delle emergenze indicate dal presidente riguarda il saldo negativo delle migrazioni giovanili. Molti italiani che hanno lasciato il Paese, ha spiegato, potrebbero prendere in considerazione il rientro se trovassero condizioni professionali e personali capaci di permettere loro una piena realizzazione.
«Le prospettive dei giovani sono, com’è evidente, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita», ha affermato Mattarella. Ha quindi sollecitato un impegno concreto per rendere nuovamente attrattivo il ritorno, ricordando che non si può guardare alle nuove generazioni «con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione».
Le considerazioni sono state pronunciate durante la cerimonia per la consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro” alle persone nominate il 2 giugno 2026. Nel suo discorso, il presidente ha definito la condizione dei giovani una grande questione sociale e una priorità che richiede la partecipazione delle istituzioni e dell’intera società.
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