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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Mattarella, doppio messaggio: stop alle violenze e indagini sugli assalti

Il presidente difende il ruolo delle Province, esprime vicinanza agli agenti feriti e chiede di capire chi alimenta i nuovi episodi di aggressione nelle città.

Il rilancio delle Province passa dalla loro piena valorizzazione istituzionale e dal contributo alla modernizzazione del Paese. Sergio Mattarella ne ha sottolineato la funzione durante l’assemblea nazionale dell’ente, collegandola anche alla gestione dei territori e alle sfide demografiche.

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Le Province chiedono un ruolo pieno

Secondo il presidente della Repubblica, questi enti non dovrebbero restare in una posizione indefinita rispetto alle altre amministrazioni locali. Il loro apporto è stato indicato come decisivo nell’attuazione del Pnrr, soprattutto per gli interventi destinati alla sicurezza e all’ammodernamento degli edifici scolastici.

Mattarella ha richiamato anche la necessità di sostenere la riqualificazione dei borghi e delle aree interne. L’obiettivo è contribuire a frenare la perdita di abitanti e a rafforzare la vitalità dei territori più esposti allo spopolamento.


Fermezza dopo gli scontri

Nel suo intervento non è mancato un riferimento alle tensioni esplose nelle piazze negli ultimi giorni. Gli assalti agli esercizi commerciali e il bilancio di quasi 200 appartenenti alle forze dell’ordine feriti hanno spinto il capo dello Stato a prendere una posizione netta: «Ogni violenza è inaccettabile: alle forze dell’ordine va la piena solidarietà».

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Il messaggio è stato rivolto agli amministratori presenti all’assemblea, con una condanna senza attenuanti per gli episodi più recenti. La tutela di chi garantisce l’ordine pubblico, ha fatto capire Mattarella, resta un punto irrinunciabile.


Chi organizza le aggressioni

Accanto alla condanna, il presidente ha chiesto di esaminare con attenzione l’origine di queste iniziative. Servono, a suo giudizio, «un’analisi intelligente e approfondita» e un controllo capace di prevenire nuove violenze, individuando chi convoca gli appuntamenti e chi coordina gli attacchi nelle strade cittadine.

Mattarella ha inoltre segnalato la presenza di «soggetti inediti» e di modalità organizzative considerate nuove. Gli interrogativi riguardano quindi più aspetti: i movimenti presenti nella società, il possibile ruolo dei social e l’eventuale sfruttamento del disagio giovanile da parte di gruppi interessati ad alimentare lo scontro.

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