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Attualità 2 min di lettura31 min fa

Oleshky, il doppio appello di Leone XIV: aiuti e civili da salvare

Dopo il confronto con Putin, il Papa ha parlato con Zelensky chiedendo una collaborazione tra Kiev e Mosca per aprire un corridoio umanitario nella città di Cherson.

La situazione a Oleshky, nella regione di Cherson, è tornata al centro dell’azione diplomatica di Papa Leone XIV. A tre giorni dal contatto con Vladimir Putin, il Pontefice ha telefonato a Volodymyr Zelensky per chiedere che Ucraina e Russia lavorino insieme a una tregua umanitaria, necessaria per assistere la popolazione civile.

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Il Papa chiede un’intesa immediata

Durante il colloquio, Leone XIV ha richiamato l’attenzione sulle condizioni della città, sottolineando l’esistenza di una richiesta di cessate il fuoco umanitario già sottoposta al presidente russo. L’obiettivo indicato dalla Santa Sede è consentire l’ingresso dei soccorsi e ridurre i rischi per gli abitanti rimasti nell’area.

La collaborazione tra le due parti, secondo l’auspicio espresso dal Pontefice, dovrebbe rendere possibile la distribuzione di alimenti e forniture sanitarie. Tra le priorità figura anche l’evacuazione volontaria e in sicurezza dei civili, in un contesto segnato dalla presenza russa nella città dal 2022.


Il precedente confronto con Mosca

Il colloquio con Zelensky si è svolto pochi giorni dopo quello tra Leone XIV e Putin. In quella conversazione il Papa aveva manifestato forte preoccupazione per la sorte degli abitanti di Oleshky e aveva evidenziato la necessità di un intervento umanitario senza ulteriori rinvii.

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Anche al leader del Cremlino era stato rivolto l’invito a sostenere una tregua immediata, così da permettere l’arrivo degli aiuti e la protezione della popolazione. Il Cremlino aveva fatto sapere che Putin aveva accolto con favore la proposta.


La Santa Sede insiste sul dialogo

Nel nuovo contatto con il presidente ucraino, il Pontefice ha ribadito che la Santa Sede intende continuare a sostenere il dialogo e la ricerca della pace. Il tema di Oleshky diventa così un punto concreto dell’attività diplomatica vaticana, con l’attenzione concentrata prima di tutto su soccorsi, cure mediche e trasferimento dei civili.

L’appello non riguarda soltanto l’apertura dei canali umanitari, ma anche la possibilità che Kiev e Mosca coordinino le rispettive iniziative per rendere effettivi gli interventi. La Santa Sede ha collegato questa cooperazione alla tutela della popolazione e alla necessità di creare condizioni immediate per l’assistenza.

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