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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Mattarella ad Assisi: il messaggio di Francesco contro le guerre

Nel ricordo degli 800 anni dalla morte del Santo, il Presidente richiama il valore del dialogo e condanna l’uso della religione per giustificare la violenza.

Il gesto compiuto da Francesco nel 1219, quando incontrò il sultano al-Malik al-Kamil durante la quinta crociata, è stato indicato da Sergio Mattarella come un esempio ancora attuale. Il Santo attraversò le linee nemiche per parlare di pace e fratellanza, riconoscendo nell’interlocutore non un avversario da demonizzare, ma una persona.

«Prima che un nemico, prima che un infedele, Francesco riconobbe nel temibile interlocutore un uomo. Un figlio di Dio e, dunque, un fratello», ha ricordato il Presidente della Repubblica nel corso delle celebrazioni ad Assisi.


Il dialogo oltre il conflitto

L’incontro con il sultano non portò alla conversione auspicata da Francesco e non riuscì a interrompere le ostilità. Secondo Mattarella, tuttavia, quella scelta coraggiosa introdusse un modo diverso di guardare al nemico, fondato sul confronto e sul rispetto.

Il Capo dello Stato ha sottolineato come il viaggio in Egitto rappresentasse un’iniziativa eccezionale per il contesto storico in cui maturò. Pur senza eliminare la guerra, quel gesto mostrò la possibilità di rivolgersi all’altro come a un fratello e non soltanto come a un bersaglio.


La condanna delle armi benedette

Dal richiamo alla vicenda di Francesco, Mattarella è passato all’attualità dei conflitti che continuano a colpire diverse aree del mondo. Il Presidente ha messo in guardia anche dall’intreccio tra fede, eserciti e violenza, considerato in aperto contrasto con la tutela della vita.

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«Oggi terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo, e addirittura da alcune parti si tornano a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose: Francesco ci insegna che non c'è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio», ha affermato Mattarella.


Il ricordo degli 800 anni

Le parole del Presidente sono state pronunciate ad Assisi durante gli appuntamenti dedicati agli 800 anni dalla morte di San Francesco, Santo Patrono d’Italia. La ricorrenza ha offerto l’occasione per collegare la memoria del religioso alla necessità, nel presente, di difendere la pace.

Nel suo intervento, Mattarella ha quindi accostato l’esperienza storica del Santo alle crisi contemporanee senza sovrapporle. Il punto centrale, ha spiegato, resta il rifiuto di uccidere in nome di Dio e la ricerca di un rapporto con l’altro basato sul riconoscimento della sua dignità.

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