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Attualità 3 min di lettura3 ore fa

Masini, lo schiaffo del successo: «Mi ero perso tra auto e donne

Dalla morte della madre alla fama improvvisa, il cantante ripercorre gli errori, la rinascita artistica e il nuovo tour nei palazzetti

La ferita più difficile da raccontare per Marco Masini non riguarda la musica, ma la perdita della madre. Gli avevano comunicato che le restavano pochi giorni, senza però immaginare che sarebbe morta proprio quella notte: lui era andato a suonare la samba in un locale di Chianciano Terme e, al ritorno, l’ha trovata ormai scomparsa.

La sua storia comprende anche il passaggio rapidissimo dai primi piano-bar davanti a pochissime persone ai palazzetti pieni. In mezzo ci sono il successo travolgente degli anni Novanta, lo smarrimento personale e il successivo recupero di una dimensione più autentica, oggi riflessa nell’album “Perfetto imperfetto”.

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Il successo gli fece perdere la rotta

Masini ha riconosciuto di essersi allontanato dalla motivazione che lo aveva spinto a scrivere canzoni. Dopo aver venduto due milioni di copie in un anno e mezzo, l’arrivo improvviso dei diritti d’autore gli avrebbe fatto perdere lucidità: investimenti, automobili e attenzioni femminili finirono per occupare uno spazio sempre maggiore.

Alla domanda sul colpo più duro ricevuto, il cantante ha risposto: «L’ho ricevuto da me stesso». Il successo, secondo il suo racconto, lo aveva portato a confondere la propria identità con quella dell’artista capace di vendere milioni di dischi. La ripartenza è arrivata quando ha ammesso l’errore e ha ricominciato a comporre per piacere personale, anche accettando di esibirsi in piccoli circoli.


Dalla perdita alla nuova consapevolezza

Il ricordo della madre resta il suo principale rimpianto privato. Masini ha spiegato che quella sera, ignaro dell’imminenza della morte, mantenne l’impegno musicale e soltanto dopo comprese che non avrebbe più potuto salutarla.

Nelle sue canzoni tornano spesso il bisogno di fermare il rumore esterno, la ricerca della libertà e il desiderio di ritrovare parti di sé lasciate nelle relazioni. Anche il rapporto con i genitori occupa un posto importante: da figlio, ha raccontato, si tende a considerare superati i loro avvertimenti, salvo comprenderne il significato soltanto più avanti.

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Il ritorno sui grandi palchi

Il primo palazzetto fu quello di Firenze, nel 1991, appena sei mesi dopo una serata di piano-bar davanti a tre persone anziane. Il cantante ha ricordato di essere rimasto tranquillo durante il concerto, salvo accusare lo stress nei momenti successivi: il produttore Giancarlo Bigazzi notò infatti sul suo volto numerose macchie rosse, provocate dalla tensione accumulata durante le prove.

Dal 3 al 14 novembre Masini sarà impegnato nei palazzetti con uno spettacolo costruito sull’alternanza tra energia e momenti raccolti al pianoforte. In scaletta entreranno tre brani di “Perfetto imperfetto”, tra cui “Male necessario”, “E poi ti ho visto cadere” e “Di più”.


Un palco con più voci

Il nuovo concerto prevede anche un ruolo più centrale per le due coriste, chiamate a interpretare parti da protagoniste. Masini ha spiegato di averle volute per dare maggiore spazio alla voce femminile, non soltanto nell’ambito musicale ma come simbolo di quelle donne che spesso non vengono ascoltate.

Il percorso recente ha rafforzato la sua presenza artistica: nel 2025 ha presentato a Sanremo una nuova versione di “Bella stronza” insieme a Fedez, mentre nel 2026 ha raggiunto il quinto posto con “Male necessario”, ancora in coppia con il rapper milanese. Il tour arriva così dopo una fase di rinnovato slancio, costruita sul rapporto tra memoria, errori e consapevolezza.

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