Marocco, Mansouri apre una pagina inedita: la sfida è la maggioranza
La vittoria del Pam porta per la prima volta una donna alla guida del governo marocchino, ma il risultato elettorale impone una coalizione e lascia aperti molti dossier economici.
Il dato che accompagna la svolta istituzionale è una partecipazione elettorale ferma al 38%, la più bassa registrata nel Paese da quasi vent’anni. In questo quadro, Fatima-Zahra Mansouri è stata incaricata di guidare il prossimo governo marocchino: sarà la prima donna premier nella storia del Marocco e la seconda a ricoprire questo ruolo nel mondo arabo dopo la tunisina Najla Bouden.
Una maggioranza ancora da costruire
La nomina è arrivata dopo le elezioni legislative del 23 settembre, vinte dal Partito Autenticità e Modernità, conosciuto con la sigla Pam. La formazione di centrodestra, già presente nella coalizione uscente, ha conquistato 97 dei 395 seggi della Camera dei rappresentanti, un risultato importante ma insufficiente per governare senza alleati.
Mansouri dovrà quindi negoziare un nuovo accordo parlamentare per formare un esecutivo destinato a restare in carica cinque anni. Le scelte strategiche nei principali settori, tuttavia, continueranno a rientrare nelle competenze del re Mohammed VI, che ha ricevuto la nuova incaricata a Rabat e le ha affidato il compito di comporre il governo.
Il Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti, dal quale proviene il capo dell’esecutivo uscente Aziz Akhannouch, si è piazzato al secondo posto con 66 deputati. Il Partito dell’Istiqlal ha ottenuto 65 seggi. Più significativo il risultato del Partito della Giustizia e dello Sviluppo, formazione islamista all’opposizione: i suoi rappresentanti sono saliti da 13 a 54, anche se il segretario generale Abdelilah Benkirane ha escluso il giorno dopo il voto un ingresso nella maggioranza.
Il profilo della nuova premier
Cinquant’anni, avvocata e due volte sindaca di Marrakech, Mansouri proviene da una famiglia agiata e vicina agli ambienti della monarchia. Suo padre è stato ambasciatore negli Emirati Arabi Uniti; lei ha studiato legge in Francia e, una volta rientrata in Marocco, ha lavorato nello studio di Hicham Naciri, noto avvocato d’affari e legale del palazzo.
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Mansouri aveva aderito al Pam nel 2008, anno della fondazione del partito da parte di Fouad Ali El Himma, oggi consigliere del re e allora figura centrale della nuova formazione. El Himma lasciò il partito nel 2011, ma il legame tra la carriera politica della futura premier e gli ambienti monarchici resta uno degli elementi più osservati della sua nomina.
L’incarico assume anche un valore simbolico per Mohammed VI. L’analista politico Mustapha Sehimi ha definito la scelta “estremamente dirompente”, mentre il giornalista Omar Brouksy l’ha collegata alla volontà del sovrano di presentarsi come il primo re marocchino ad aver nominato una donna alla guida del governo.
Prezzi, lavoro e Mondiali
La nuova squadra dovrà intervenire anzitutto sul costo della vita, sull’instabilità dei prezzi e sull’occupazione. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 9,5%, mentre durante la campagna il Pam ha promesso una crescita media annua del 5%, un’inflazione contenuta al 2% e la creazione di almeno un milione di posti di lavoro nell’arco della legislatura.
Tra gli impegni di maggiore portata figura anche la preparazione della Coppa del Mondo di calcio del 2030, che il Marocco organizzerà insieme a Spagna e Portogallo. Per Mansouri, la formazione della coalizione sarà dunque soltanto il primo passaggio: subito dopo arriveranno le decisioni su economia, occupazione e gestione dei grandi appuntamenti internazionali.
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