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Attualità 2 min di lettura42 min fa

Fairford, l’ombra di Teheran: fermato un 27enne a Londra

Teheran respinge le accuse mentre Israele rivendica un allarme preventivo: l’indagine britannica coinvolge un cittadino con doppia nazionalità.

Teheran respinge senza esitazioni ogni accusa e definisce la ricostruzione sull’ipotizzata regia iraniana «infondata» e strumentale. L’ambasciatore britannico Hugo Shorter è stato convocato dal ministero degli Esteri iraniano, che ha contestato a Londra un atteggiamento «distruttivo» e la collaborazione logistica con le operazioni militari statunitensi e israeliane contro l’Iran.

Anche Benyamin Netanyahu è intervenuto sulla vicenda. Il primo ministro israeliano ha sostenuto che i servizi d’intelligence del suo Paese avessero avvertito il Regno Unito, già alcune settimane prima, del possibile attacco sostenuto da Teheran. In un’intervista a Fox News ha collegato quell’allerta al giorno precedente all’annuncio delle sanzioni britanniche contro il commercio con gli insediamenti dei coloni israeliani nei territori palestinesi occupati.


Il fermo riapre tutti i dubbi

Nel frattempo, l’indagine britannica ha portato al fermo di un 27enne con cittadinanza britannica e iraniana. L’uomo è stato bloccato a Westminster, nel centro di Londra, con l’accusa di avere contribuito alla preparazione di un’azione terroristica secondo l’articolo 5 della legge antiterrorismo del 2006.

Gli investigatori hanno perquisito la sua abitazione e un altro indirizzo nella capitale, senza diffondere ulteriori elementi. Un secondo uomo, britannico di 26 anni, è stato invece sottoposto a interrogatorio, mentre non risultano arrestati gli altri cinque cittadini del Regno Unito già fermati nei pressi della base.


I furgoni senza esplosivo

I cinque, tutti tra i 23 e i 25 anni, erano stati individuati nella notte di domenica vicino a tre furgoni bianchi, a pochi chilometri dalla base aerea di Fairford, nel Gloucestershire. Dopo poco più di 24 ore erano stati rimessi in libertà su cauzione, pur restando indagati e soggetti a specifiche restrizioni.

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La perquisizione dei mezzi, durata circa un giorno e mezzo e condotta dagli artificieri militari, non ha portato alla scoperta di esplosivi. L’operazione aveva comportato anche l’evacuazione di un intero villaggio, un elemento che ha alimentato le domande sulle prime ricostruzioni dell’accaduto.


La base usata dagli Stati Uniti

Fairford è una struttura della Raf britannica impiegata dai bombardieri degli Stati Uniti durante il conflitto contro la Repubblica Islamica. Il presunto piano di sabotaggio era stato individuato domenica, ma le autorità avevano mantenuto a lungo il massimo riserbo sull’inchiesta.

Il fermo dell’anglo-iraniano aggiunge ora un elemento concreto all’ipotesi di un collegamento con Teheran, già evocata dal primo ministro britannico Andy Burnham. Restano però da chiarire la natura del progetto, il ruolo dei diversi indagati e il motivo per cui nei veicoli controllati non sia stata trovata alcuna traccia di materiale esplosivo.

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