Amazzonia, il voto brasiliano può spostare il 95% del bioma a destra
La sfida tra Lula e Flávio Bolsonaro potrebbe ridisegnare gli equilibri politici e ambientali nei Paesi amazzonici dal 2027.
Fino al 95% dell'Amazzonia potrebbe trovarsi sotto amministrazioni conservatrici se le elezioni presidenziali brasiliane di ottobre dovessero premiare la destra. L'ipotesi riguarda un'area decisiva per gli equilibri ambientali sudamericani e coinvolgerebbe il Paese che ospita più del 60% dell'intero bioma.
La prospettiva è stata analizzata da Mongabay, testata specializzata in foreste tropicali e ambiente. Secondo la ricostruzione, il Brasile rischia di aggiungersi al gruppo di Stati amazzonici già guidati da forze di destra, modificando il quadro politico regionale.
La cooperazione ambientale nel mirino
Gli esperti interpellati da Mongabay indicano nella collaborazione tra i governi uno dei principali punti a rischio. Un eventuale arretramento delle politiche comuni potrebbe rendere più difficile coordinare la protezione della foresta e affrontare le pressioni sulle sue risorse.
Tra i dossier più esposti ci sarebbero anche le attività minerarie e agricole, oltre alle scelte ambientali dei singoli Paesi. Márcio Astrini, segretario esecutivo dell'Osservatorio del Clima, ha descritto lo scenario con parole nette: «Quasi impossibile», ha avvertito, sarebbe la situazione qualora i governi della regione rinunciassero alla cooperazione in materia ambientale.
Lula e Bolsonaro, sfida decisiva
Il confronto elettorale brasiliano mette di fronte il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva, candidato del Pt (Partito dei lavoratori), e il senatore Flávio Bolsonaro, esponente del Pl (Partito liberale). Il primo rappresenta la sinistra, mentre il secondo corre per una forza di destra.
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L'esito del voto potrebbe quindi avere conseguenze oltre i confini brasiliani. In caso di affermazione di Flávio Bolsonaro, nel 2027 i cinque Paesi amazzonici più importanti potrebbero essere amministrati da forze di destra.
Un possibile nuovo equilibrio regionale
Il Brasile si aggiungerebbe a Bolivia, Perù, Colombia, Ecuador e Venezuela, indicati nell'analisi come Paesi già governati da formazioni conservatrici. La combinazione degli assetti politici nazionali porterebbe così quasi tutta l'Amazzonia sotto governi di destra o di estrema destra.
Il dato assume un peso particolare perché il territorio brasiliano comprende la quota maggiore della foresta sudamericana. Per questo, il risultato delle presidenziali non riguarderebbe soltanto la politica interna, ma potrebbe incidere anche sull'indirizzo complessivo delle strategie regionali dedicate all'Amazzonia.
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