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Attualità 1 min di lettura44 min fa

Amazzonia, il voto brasiliano può spostare il 95% verso destra

La sfida tra Lula e Flávio Bolsonaro potrebbe ridisegnare le politiche ambientali nell’intero bacino amazzonico

L’assenza di una strategia comune per la tutela della foresta potrebbe rendere la situazione «quasi impossibile». È l’avvertimento di Márcio Astrini, segretario esecutivo dell’Osservatorio del Clima, davanti all’ipotesi che i Paesi amazzonici finiscano in larga parte sotto governi conservatori.


Cooperazione ambientale a rischio

Secondo gli esperti citati da Mongabay, un simile orientamento politico potrebbe incidere sui rapporti regionali dedicati alla salvaguardia della foresta. A essere coinvolte sarebbero anche le scelte riguardanti la protezione dell’ambiente, l’estrazione mineraria e l’espansione delle attività agricole.

Il possibile arretramento della collaborazione tra gli Stati rappresenterebbe uno dei nodi principali. Astrini ha segnalato infatti che, senza un impegno condiviso tra i governi, diventerebbe molto difficile coordinare iniziative efficaci per difendere l’Amazzonia.


Il Brasile pesa sull’intero bacino

La partita brasiliana ha un’importanza particolare perché il Paese comprende oltre il 60% dell’Amazzonia. Le elezioni presidenziali previste a ottobre potrebbero quindi modificare non soltanto gli equilibri interni, ma anche la direzione politica dell’intera regione.

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L’analisi di Mongabay prospetta uno scenario nel quale fino al 95% del bioma sudamericano potrebbe trovarsi sotto amministrazioni di destra o di estrema destra. Il Brasile si aggiungerebbe così ai Paesi amazzonici già guidati da forze conservatrici, tra cui Bolivia, Perù, Colombia, Ecuador e Venezuela, secondo il quadro riportato.


Lula e Bolsonaro, sfida decisiva

Il confronto elettorale vede da una parte il presidente uscente e candidato alla riconferma, Luiz Inácio Lula da Silva, esponente del Partito dei lavoratori, formazione di sinistra. Dall’altra c’è il senatore Flávio Bolsonaro, candidato del Partito liberale, schieramento di destra.

Una vittoria di Flávio Bolsonaro porterebbe, nel 2027, cinque dei nove Paesi amazzonici sotto governi di destra. L’esito del voto brasiliano diventerebbe così determinante per gli indirizzi futuri sulle foreste, sulle risorse naturali e sulla cooperazione tra gli Stati dell’area.

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