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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Mar Rosso e Hormuz sotto pressione: il doppio fronte dello Yemen

Le autorità di Sana’a dichiarano migliaia di operazioni contro gli Houthi, mentre il petrolio mediorientale continua a viaggiare nonostante i pericoli in mare.

Almeno sette navi sarebbero state colpite nello Stretto di Hormuz tra il 28 settembre e l’inizio di ottobre 2026, secondo Marisks. Nello stesso periodo, l’Ukmto ha riferito di almeno un attacco quotidiano nello Stretto o nel Golfo di Aden a partire dal 2 ottobre.


Navigazione esposta a nuovi rischi

L’escalation marittima non ha però fermato i flussi energetici della regione. I dati provvisori raccolti da Kpler mostrano infatti che, in quattro giornate dell’ultima settimana di settembre, i volumi di greggio in uscita dal Medio Oriente hanno oltrepassato la media registrata prima del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Il 24 settembre e tra il 27 e il 29 dello stesso mese, le spedizioni hanno oscillato fra 19,5 e 22,5 milioni di barili al giorno. La media precedente alla guerra era di circa 18 milioni, mentre il dato mobile sui sette giorni risultava pari a 18,5 milioni il primo ottobre.


Il bilancio rivendicato da Sana’a

Nel frattempo, le forze governative yemenite hanno attribuito alle proprie operazioni 1.122 attacchi contro obiettivi controllati dagli Houthi. Le autorità sostengono che siano stati eliminati 1.747 combattenti e che 364 veicoli, apparecchiature e sistemi impiegati per le attività militari o logistiche siano stati distrutti oppure danneggiati.

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Majid Abdullah al Nuzaili, portavoce delle forze armate, ha indicato tra gli obiettivi postazioni d’artiglieria, rampe per razzi e strutture di comando e controllo. Le azioni, ha spiegato, hanno coinvolto aerei, droni, missili, razzi, artiglieria e cecchini, interessando Saada, al Jawf, Taiz e le aree costiere.


Un’offensiva ancora senza verifica

Le cifre diffuse dal governo non sono state confermate da verifiche indipendenti. La campagna militare si inserisce nella nuova iniziativa del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, impegnato a riprendere le zone che restano sotto il controllo degli Houthi.

I combattimenti sono ripresi su più fronti, mentre il traffico petrolifero continua a includere i passaggi attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso, le partenze dai terminali e i trasferimenti tra petroliere nel Golfo di Oman. Il quadro combina così una pressione crescente sulla navigazione con livelli di esportazione superiori a quelli osservati prima dell’inizio del conflitto.

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