Mar Nero in fiamme, Kiev a corto di difesa: Londra prepara i missili
Droni contro navi e infrastrutture, blackout nella capitale ucraina e nuove armi britanniche sullo sfondo dell’escalation con la Russia.
La crisi si allarga fino al Mar Nero, dove due imbarcazioni sono state raggiunte da droni e hanno preso fuoco. La Romania ha inoltre denunciato precedenti incursioni di velivoli senza pilota russi nel proprio spazio aereo, mentre la NATO affronterà la situazione regionale la prossima settimana.
Nelle stesse ore è tornato operativo Starshield, la configurazione militare di Starlink, dopo una sospensione temporanea delle comunicazioni. Elon Musk ha invece chiesto pubblicamente che Volodymyr Zelensky lasci la presidenza ucraina.
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Il Mar Nero diventa un nuovo fronte
Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’entità dei danni riportati dalle due navi colpite. Gli episodi rilanciano però l’attenzione sui rischi per la navigazione e sulle possibili conseguenze di un’estensione degli attacchi alle aree marittime vicine all’Ucraina.
Il governo di Bucarest aveva già segnalato violazioni del proprio spazio aereo legate a droni russi. Il tema sarà discusso dagli alleati atlantici nel prossimo incontro dedicato alla sicurezza del Mar Nero.
Le comunicazioni militari restano vulnerabili
Il ripristino di Starshield ha consentito di riattivare il servizio destinato alle esigenze militari, interrotto per un periodo limitato. La vicenda ha riportato in primo piano la dipendenza ucraina dalle reti satellitari per mantenere i collegamenti sul campo.
Sul piano politico, Musk ha assunto una posizione apertamente ostile a Zelensky, sollecitandone le dimissioni. Nel frattempo, sul territorio ucraino la pressione russa ha prodotto nuove conseguenze sulle reti essenziali.
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Kiev affronta nuovi blackout
Gli attacchi notturni russi hanno danneggiato impianti energetici in diverse zone della capitale e nell’area circostante. Ukrenergo ha comunicato numerose interruzioni della fornitura elettrica; in alcuni quartieri di Kiev la distruzione delle strutture ha provocato anche un calo della pressione idrica, mentre esplosioni e roghi sono stati segnalati in più punti.
A rendere più difficile la protezione delle città contribuisce la disponibilità limitata di munizioni per i sistemi Patriot. Le scorte di intercettori destinati alle batterie di produzione statunitense sarebbero terminate, lasciando Kiev maggiormente esposta ai missili balistici russi.
Londra valuta una nuova fornitura
Il Regno Unito starebbe preparando la consegna di ulteriori missili a lungo raggio Storm Shadow. L’obiettivo sarebbe ostacolare, prima dell’inverno, le operazioni russe rivolte contro le infrastrutture civili ucraine.
Parallelamente, l’Ucraina ha mantenuto la propria campagna contro gli impianti petroliferi russi. Un’incursione con droni ha colpito la raffineria di Ryazan; Vladimir Putin ha ridimensionato l’impatto dell’attacco e ha avvertito che Mosca reagirà.
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