Mar Nero, due navi affondate: la crisi sale tra Kiev, Mosca e Nato
Un mercantile è sparito dopo l’attacco e un secondo ha riportato feriti, mentre Ucraina e Russia denunciano nuove minacce militari.
Il rischio per la navigazione civile si intreccia con nuovi segnali di escalation sul fronte orientale. Nel Mar Nero due mercantili sono stati colpiti nella zona economica esclusiva della Bulgaria: uno è affondato con l’equipaggio disperso, l’altro ha soccorso i propri marinai feriti. Intanto Kiev riferisce di preparativi russi per un’offensiva di grandi dimensioni e Mosca accusa la Nato di alimentare la tensione.
Mercantili colpiti, resta il mistero
La nave Alfa Watan, registrata sotto bandiera del Togo, è sprofondata a circa 70 miglia da Byala. Prima dell’affondamento, l’equipaggio aveva inviato una richiesta di aiuto; al momento, però, non sono disponibili informazioni definitive sulle persone a bordo.
Anche la Able, battente bandiera di Palau e impegnata nel trasporto di grano, è stata raggiunta dall’attacco. L’imbarcazione è rimasta a galla e i membri dell’equipaggio sono stati messi in salvo: due marinai, feriti, sono stati accompagnati a Varna. Le prime ricostruzioni parlano dell’impiego di velivoli senza pilota e mezzi navali, ma le autorità bulgare non hanno ancora indicato un responsabile.
Sofia ha riunito d’urgenza i propri organismi competenti per chiarire la dinamica dell’accaduto. Rumen Radev ha definito l’episodio una seria violazione delle norme internazionali, mentre Ursula von der Leyen ha giudicato «inaccettabili» le azioni contro le imbarcazioni civili nel Mar Nero.
Mosca denuncia il rischio nucleare
Il Cremlino ha reagito alle ipotesi di un rafforzamento della presenza militare occidentale in Lituania. Dmitry Peskov ha sostenuto che una struttura statunitense permanente e l’eventuale eliminazione del divieto sulle armi nucleari costituirebbero «un passo verso l’inasprimento delle tensioni».
Il portavoce russo ha inoltre fatto sapere che Mosca adotterà «tutte le misure necessarie» per tutelare la propria sicurezza. Le dichiarazioni arrivano mentre la regione della capitale russa è stata bersagliata durante la notte da un massiccio attacco con droni.
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Secondo i dati diffusi dalle autorità russe, 650 apparecchi si sarebbero diretti verso l’area e la maggior parte sarebbe stata neutralizzata dalla difesa aerea. Sergej Sobyanin ha comunicato l’intercettazione di 105 droni nelle vicinanze di Mosca; il bilancio indicato è di due vittime e nove feriti.
Kiev prepara una risposta
Volodymyr Zelensky ha riferito che i servizi segreti ucraini hanno acquisito nuovi elementi sui piani militari russi. Il presidente ha dichiarato: «Stiamo preparando una contromisura», collegando le informazioni raccolte alla possibilità di un attacco «su vasta scala» contro l’Ucraina.
La denuncia di Kiev si inserisce in una giornata segnata da attacchi e allarmi su entrambi i fronti. A Zaporizhzhia, un ponte sul Dnipro è stato colpito da un’azione attribuita alle forze russe: almeno cinque persone sono rimaste ferite, tra cui due membri della Croce Rossa.
Dopo l’impatto, la circolazione sul ponte è stata interrotta. Il quadro complessivo resta quindi caratterizzato da episodi distinti, mentre sulle navi colpite al largo della Bulgaria non è stata ancora stabilita alcuna responsabilità ufficiale.
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