1.025notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 4 min di lettura15 ott

Manovra, il nodo è già nei numeri: 23,5 miliardi e consumi in frenata

Il documento inviato a Bruxelles delinea risorse, coperture e margini europei, ma lascia ancora aperta la distribuzione degli interventi della prossima legge di Bilancio.

Il quadro della prossima legge di Bilancio parte da una contraddizione: il governo indica nella difesa del potere d’acquisto una priorità, ma le sue stesse stime prevedono per il 2027 una forte decelerazione dei consumi privati. Il Documento programmatico di bilancio, trasmesso nella notte alla Commissione europea e al Parlamento, mette in fila una manovra da circa 23,5 miliardi di euro, senza però dettagliare ancora la ripartizione definitiva delle singole misure.

Offerta del giorno16 ottobre

Rowenta

-20% sugli aspirapolvere Rowenta

Scade tra 76 giorni
********


Crescita debole e consumi in rallentamento

Secondo le previsioni programmatiche, il prodotto interno lordo aumenterà dello 0,8% nel 2027 e dello 0,9% nel 2028. Si tratta di valori superiori alle stime tendenziali di 0,2 punti nel primo caso e di 0,1 punti nel secondo, ma la spesa delle famiglie dovrebbe passare dall’incremento dell’1,2% atteso nel 2026 a una crescita appena dello 0,5% l’anno successivo.

L’inflazione rimarrà significativa, pur scendendo dal 3% previsto per quest’anno al 2,3% nel 2027. La pressione fiscale, stimata al 43% del Pil nel 2026, dovrebbe restare pressoché invariata anche nel triennio seguente. Sul fronte occupazionale, invece, il governo prevede una discesa graduale della disoccupazione fino al 5,5% nel 2029.


Quasi cinque miliardi per le famiglie

La quota più ampia delle risorse, una volta esclusi i capitoli legati alla difesa, è destinata alle politiche familiari e sociali: circa 5 miliardi, pari allo 0,21% del Pil. Poco più di 2 miliardi andrebbero agli interventi fiscali, mentre alla sanità sono associati circa 2,4 miliardi.

Per il sostegno alle imprese il documento indica 3,4 miliardi; alle infrastrutture spetterebbero poco più di 3 miliardi e agli enti locali 240 milioni. Compare inoltre un accantonamento straordinario da circa 1,9 miliardi, lo 0,08% del Pil, per il cosiddetto fondo sentenze: la somma è prevista soltanto per il 2027 ed è lievemente inferiore ai 2 miliardi dell’anno precedente. Altri 720 milioni sono ricondotti alla voce generica delle ulteriori spese e misure.


Banche e ministeri finanziano il piano

Il contributo maggiore alla copertura dovrebbe arrivare da banche, assicurazioni e altri soggetti finanziari. Per il 2027 il governo stima un gettito vicino ai 5 miliardi, pari allo 0,21% del Pil; la stessa fonte dovrebbe garantire circa 3 miliardi nel 2028 e più di 2 miliardi nel 2029, per un totale triennale intorno ai 10 miliardi.

Alle entrate si aggiungerebbero circa 1,2 miliardi ottenuti nel 2027 attraverso la revisione della spesa dei ministeri. Nei due anni successivi il risparmio dovrebbe aumentare, arrivando ogni anno allo 0,08% del Pil. Il governo conta inoltre su circa 720 milioni provenienti dagli interventi sul settore dei giochi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Difesa ed energia dipendono da Bruxelles

Il Dpb considera anche il ricorso alla clausola nazionale di salvaguardia, che consente margini di flessibilità rispetto alle regole europee. Nel 2027 e nel 2028 il limite indicato è dello 0,6% del Pil annuo: per il 2027 si tratterebbe di un massimo di circa 14 miliardi, da destinare in parti uguali alla difesa e alla sicurezza energetica. Non è però una somma aggiuntiva automaticamente disponibile, bensì un tetto potenziale.

Tra gli impieghi ipotizzati figurano il rafforzamento della rete ferroviaria e opere pubbliche per scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici. Per le aziende sono allo studio aiuti sul costo dell’elettricità relativo a una parte dei consumi, incentivi più consistenti per il fotovoltaico, misure a favore del biometano e la trasformazione degli impianti a biogas già esistenti.

Il ministero dell’Economia avverte tuttavia che il disegno definitivo dipenderà dal confronto ancora aperto con le autorità europee. La stessa applicazione della clausola dovrà essere precisata a Bruxelles, e soltanto dopo questo passaggio sarà possibile stabilire quali interventi entreranno concretamente nella legge di Bilancio.


Deficit e debito restano sotto pressione

Il disavanzo, previsto al 2,9% del Pil nel 2026, dovrebbe risalire al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028, per poi scendere al 2,3% nel 2029. Il Mef precisa che, senza l’effetto della clausola di salvaguardia, il deficit resterebbe al di sotto del 3% per tutto il periodo considerato.

Il debito pubblico rapportato al Pil raggiungerà invece il 138,5% nel 2027, dopo il 138,1% stimato per il 2026. La traiettoria dovrebbe invertirsi nel 2028, con un calo al 137,9%, e proseguire nel 2029 fino al 136,6%. Sul dato pesa ancora l’impatto finanziario dei crediti d’imposta legati ai bonus edilizi maturati negli anni passati.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere