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Attualità 2 min di lettura38 min fa

Manovra, il nodo banche congela il voto: si punta al 28 ottobre

Il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare la legge di bilancio con alcuni giorni di ritardo, mentre restano da definire risorse, priorità e rapporto con Bruxelles.

Il contributo richiesto a banche e assicurazioni resta uno dei principali ostacoli sulla strada della manovra. L’ipotesi di recuperare 5 miliardi dal settore finanziario divide la maggioranza e contribuisce al rinvio dell’esame in Consiglio dei ministri, che potrebbe tenersi il 28 ottobre invece del 23 inizialmente previsto.

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Il rinvio lascia aperti due nodi

La riunione tra Giorgia Meloni, i leader della coalizione e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è durata oltre due ore, ma non ha prodotto una sintesi definitiva. Il vertice è stato descritto come «interlocutorio» e il Governo ha scelto di prendere altro tempo.

La motivazione ufficiale riguarda la necessità di attendere gli sviluppi del confronto con la Commissione europea, con l’obiettivo di ottenere «maggiore flessibilità». Sullo sfondo, però, resta anche la difficoltà di distribuire una dotazione considerata limitata tra molte richieste e priorità ancora in competizione.


Bruxelles pesa sulle scelte

Il confronto europeo riguarda sia gli investimenti finanziabili attraverso lo scostamento di bilancio sia la possibilità di ampliare i margini di intervento in relazione all’inflazione. Giorgia Meloni ne ha discusso venerdì a Bruxelles con Ursula von der Leyen, dichiarandosi «ottimista» sull’esito delle interlocuzioni.

La manovra può contare su 23,4 miliardi di euro. Di questi, 14,4 miliardi arrivano dall’extradeficit autorizzato per gli interventi su energia e difesa, una somma che il Governo deve ora destinare alle misure ritenute più urgenti. La ristrettezza delle risorse rende più complessa anche la costruzione di un provvedimento capace di rispondere alle aspettative della maggioranza.

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Banche, tasse e sicurezza dividono

Sul prelievo da 5 miliardi a carico del comparto bancario e assicurativo non è emersa una posizione comune. Meloni e Antonio Tajani hanno invitato a mantenere prudenza nel negoziato e nei toni, mentre Matteo Salvini continua a sostenere con forza l’ipotesi del contributo.

Tra gli interventi ancora sul tavolo figurano il sostegno a giovani e anziani, il rafforzamento della sanità e le misure contro il caro energia. Appaiono invece più incerte la riduzione dell’Irpef fino a 60mila euro e la cedolare secca al 5% per i contratti di affitto a lungo termine; resta inoltre da definire il pacchetto destinato alle imprese.


Più fondi per le forze dell’ordine

Una parte delle risorse per la difesa dovrebbe finanziare nuove assunzioni e dotazioni per le forze dell’ordine. Nel 2027, sui 14,4 miliardi complessivamente collegati a questo capitolo, 7,2 miliardi sono riservati alla difesa e potrebbero includere anche questa dote.

Il progetto potrebbe comprendere un intervento previdenziale per compensare le penalizzazioni subite dagli appartenenti alle forze dell’ordine, che lasciano il lavoro prima e maturano meno contributi. La misura assume ulteriore rilievo dopo le tensioni seguite alle devastazioni durante i cortei di Milano, Torino e Bologna e alla protesta dei camionisti contro il costo dei carburanti.

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