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Attualità 2 min di lettura58 min fa

Manovra 2027, la sfida dei 60mila euro: Irpef o flat tax

Il governo prepara il Documento programmatico di bilancio tra riduzione dell’Irpef, agevolazioni fiscali e richieste della Lega sul regime forfettario.

La partita sulla manovra 2027 ruota attorno a una scelta ancora aperta: concentrare le risorse sull’abbassamento dell’Irpef per i redditi medi oppure ampliare il ricorso alla flat tax. Il governo dovrà definire il compromesso mentre si avvicina l’approvazione del primo documento ufficiale della legge di bilancio.

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Il nodo dei redditi fino a 60mila euro

Tra le ipotesi principali c’è l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi lordi fino a 60mila euro. Oggi il limite è fissato a 50mila euro e l’intervento avrebbe un costo stimato intorno ai 2,6 miliardi di euro.

La misura proseguirebbe il percorso avviato un anno fa, quando l’aliquota intermedia è stata ridotta dal 35% al 33% per la fascia compresa tra 28mila e 50mila euro. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non ha ancora indicato pubblicamente tutte le priorità dell’esecutivo, ma questo intervento figura tra quelli considerati più rilevanti.


La Lega spinge sul regime forfettario

Sul tavolo resta anche il potenziamento della flat tax. La proposta sulla quale la maggioranza appare più vicina prevede un’imposta del 5% sugli aumenti salariali destinati ai dipendenti con meno di 35 anni. La spesa stimata sarebbe di circa 350 milioni di euro e potrebbe richiedere il coinvolgimento dei datori di lavoro.

Si valuta inoltre la proroga della tassazione agevolata per rinnovi contrattuali, lavoro notturno, attività nei giorni festivi e premi di produttività. Più complesso, invece, è il progetto sostenuto dalla Lega per innalzare da 85mila a 100mila euro la soglia di ricavi necessaria ad accedere al regime forfettario per autonomi e piccole imprese.

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Bruxelles e i conti da finanziare

L’ampliamento del regime per le partite Iva dipenderà anche dal confronto con Bruxelles, perché l’operazione richiede modifiche compatibili con le regole dell’Unione europea. La copertura disponibile potrebbe ridursi proprio a causa del costo di questa misura, lasciando meno spazio alle altre richieste della maggioranza.

Tra gli interventi allo studio compare infine la cancellazione definitiva del bollo auto, valutata circa 5 miliardi di euro nel biennio 2028-2029. Il quadro finanziario è stato delineato anche dal via libera parlamentare all’extradeficit: il disavanzo al 3,1%, ancora oltre il limite del 3%, ha portato lo scostamento a 29 miliardi di euro.

Il Documento programmatico di bilancio sarà approvato dal governo questa sera e rappresenterà il passaggio iniziale verso la legge di bilancio 2027, attesa entro la fine dell’anno. L’autorizzazione allo scostamento votata dalle Camere consente ora di proseguire il percorso, ma il confronto sulle priorità fiscali resta aperto.

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