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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Maldive, cinque sub senza aria: cosa devono chiarire bombole e computer

Gli accertamenti dovranno ricostruire l’immersione nella grotta di Vaavu e stabilire se un errore di orientamento abbia consumato l’ossigeno disponibile.

Bombole e computer subacquei saranno al centro dei prossimi accertamenti sulla morte dei cinque sub italiani. Gli investigatori dovranno capire perché, a 60 metri di profondità, il gruppo sia rimasto senza aria durante l’immersione alle Maldive.


Le prove ancora da interpretare

L’inchiesta per omicidio colposo analizzerà l’attrezzatura utilizzata dai sub, cercando elementi utili a ricostruire gli ultimi momenti dell’immersione. Il controllo riguarderà sia le bombole sia i dati registrati dai computer subacquei.

Anche gli esami tossicologici fanno parte del quadro investigativo. Per quanto emerso finora, non sarebbero state individuate sostanze anomale nei corpi delle vittime: l’ipotesi principale resta quindi quella di un decesso provocato dalla completa assenza di ossigeno.

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Il mistero della grotta di Vaavu

Resta da chiarire che cosa abbia impedito al gruppo di tornare in superficie o di raggiungere un punto sicuro. I cinque italiani si trovavano in una grotta sommersa dell’atollo di Vaavu, un ambiente nel quale la perdita dei riferimenti potrebbe aver avuto un ruolo decisivo.

Tra le possibilità considerate dagli investigatori c’è infatti un disorientamento collettivo. Se i sub avessero impiegato più tempo del previsto per trovare l’uscita, avrebbero potuto consumare interamente l’aria contenuta nelle bombole. L’immersione risale allo scorso maggio e gli accertamenti dovranno ora stabilire eventuali responsabilità.

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