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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Maja in Ungheria, il murale di Laika rilancia la richiesta di libertà

A Roma è comparsa una nuova opera davanti all’ambasciata ungherese, mentre una rete di associazioni sostiene il trasferimento della detenuta in Germania

«Dopo 2 anni e 7 mesi torno davanti l'ambasciata ungherese per l'ennesima ingiustizia contro il movimento Antifa». Con queste parole Laika ha accompagnato la sua nuova presa di posizione per Maja T., detenuta in Ungheria e condannata a sette anni di reclusione.


Il messaggio apparso a Roma

L’opera è stata realizzata nella notte sui muri esterni dell’Ambasciata ungherese di via Marcello Malpighi, a Roma. Il titolo scelto dalla street artist è «Freiheit für Maja - Free Them All».

Nel suo intervento, Laika ha allargato il messaggio anche ad altri casi legati alla lotta contro fascismo e nazismo: «In tanti chiediamo la libertà di Maja, come quella di Gino e di tutte e tutti coloro che lottano contro il fascismo e il nazismo».


La richiesta di trasferimento

Parallelamente all’iniziativa artistica, Ilaria Salis ha promosso «Insieme per Maja», una mobilitazione sostenuta da numerose realtà Lgbtqi+. Al centro dell’appello c’è la domanda rivolta alle autorità ungheresi, tedesche ed europee affinché Maja possa essere trasferita in Germania e scontare eventualmente lì la pena, vicino alla famiglia e alle persone care.

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Tra le organizzazioni coinvolte figurano Agedo, Arcigay, Cest, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Famiglie Arcobaleno, Gaynet, Libellula Italia, MIT, Non Binary Pride, Omphalos Lgbti, Rete Brianza Pride e Laika. Alla campagna è associata anche una raccolta fondi.


Timori sulle condizioni di Maja

Nell’appello, i promotori esprimono forte apprensione per la salute, la vita e la situazione carceraria di Maja T., descritta come attivista queer e antifascista. La detenuta si trova in Ungheria da oltre due anni e sta scontando una condanna a sette anni.

Le associazioni chiedono quindi un intervento istituzionale coordinato per tutelare i suoi diritti e rendere possibile il trasferimento in Germania. L’obiettivo indicato è permetterle di affrontare la detenzione in maggiore prossimità dei suoi affetti.

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