Madri lavoratrici, nel 2027 bonus da 100 euro al mese
La misura sostituisce gli incentivi attuali, ma il nuovo limite di reddito penalizza alcune famiglie numerose
Dal 2027 il bonus per le madri lavoratrici sarà sostituito da un contributo mensile uniforme di 100 euro, riservato a chi ha almeno due figli e un reddito annuo non superiore a 40mila euro.
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Quante lavoratrici saranno coinvolte
Secondo la relazione tecnica collegata alla manovra, la platea potenziale raggiungerà 993mila persone. Per finanziare l’intervento serviranno 1,07 miliardi di euro lordi ogni anno.
La Ragioneria Generale dello Stato calcola 813mila beneficiarie provenienti dai precedenti aiuti monetari, con una spesa di 854 milioni. Altre 180mila lavoratrici arriverebbero invece dal sistema dell’esonero contributivo, per un costo stimato in 216 milioni. Il documento non chiarisce quante, tra queste ultime, subiranno una riduzione o la cancellazione del sostegno.
Le perdite per le madri numerose
Il passaggio più penalizzante riguarda le dipendenti con contratto a tempo indeterminato e almeno tre figli. Fino al 31 dicembre 2026 possono ottenere l’azzeramento dei contributi previdenziali a loro carico, entro il limite annuale di 3mila euro, senza una soglia collegata al reddito Isee o Irpef.
Con il nuovo sistema, l’esonero verrà eliminato e rimpiazzato dai 100 euro mensili. Chi oggi raggiunge il beneficio massimo perderà quindi 1.800 euro all’anno; per chi usufruisce di uno sconto contributivo da 2mila euro, la riduzione sarà di 800 euro.
Il limite dei 40mila euro renderà ancora più pesante il conto per le lavoratrici sopra quella soglia: in questi casi l’agevolazione attuale potrà sparire del tutto, con una diminuzione dello stipendio fino a 3mila euro annui. Un vantaggio rispetto a oggi rimarrà soltanto per chi riceve un esonero inferiore a 1.200 euro ogni anno.
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Chi avrà un assegno più alto
Le madri con due figli passeranno dagli attuali 60 euro mensili, pari a 720 euro l’anno, a un importo fisso di 100 euro al mese. Il sostegno massimo salirà così a 1.200 euro annui, con un incremento di 480 euro netti e non tassati.
Lo stesso aumento interesserà le madri con almeno tre figli che finora non rientravano nella decontribuzione completa. Sono comprese le lavoratrici a termine e le autonome, incluse le libere professioniste iscritte alle proprie casse previdenziali; restano fuori, invece, le lavoratrici domestiche.
Durata e modalità del beneficio
Per le famiglie con due figli, il pagamento continuerà fino al compimento dei 10 anni del secondo figlio. Nei nuclei con almeno tre figli, il diritto durerà fino alla maggiore età del più piccolo.
Autonome e dipendenti con contratto a tempo determinato dovranno presentare la richiesta all’Inps. L’erogazione avverrà ogni tre mesi e terrà conto dei mesi nei quali è stata svolta l’attività lavorativa. Le somme non entreranno né nel reddito imponibile né nel calcolo dell’Isee.
L’unificazione dei due canali elimina anche l’esonero parziale che era stato prospettato per il 2027. La modifica consentirà di recuperare circa 300 milioni di euro all’anno destinati alla copertura della nuova misura.
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