Lula vince in Brasile, Milei resta senza alleato
Il presidente argentino non ha ancora salutato il vincitore e deve ricucire i rapporti con Brasilia
La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva in Brasile ha aperto un problema politico e diplomatico per Javier Milei. Il presidente argentino non si è ancora congratulato con il collega brasiliano.
Lunedì 26 ottobre i mercati argentini hanno reagito con forte nervosismo: lo spread è arrivato vicino ai 750 punti, mentre alcuni titoli delle principali società del Paese quotati a Wall Street hanno perso oltre il 10%.
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I rapporti con Brasilia
Il risultato elettorale ha indebolito la tesi sostenuta da Milei sull’avanzata inarrestabile delle destre in America Latina. Il capo dello Stato argentino aveva legato parte della propria strategia regionale alla vittoria di Flavio Bolsonaro, arrivando a partecipare il 25 luglio a San Paolo alla presentazione della sua candidatura.
In quell’occasione Milei aveva attaccato Lula, definendolo un “ladrone” e dicendo che insieme lo avrebbero mandato via “a calci nel sedere”. Le offese rivolte pubblicamente al presidente brasiliano hanno contribuito a mantenere tesi i rapporti tra i due Paesi.
Il governo brasiliano ha infatti rinviato ancora il rientro del proprio ambasciatore a Buenos Aires. Fino a nuovo ordine, la rappresentanza diplomatica resta affidata a un incaricato d’affari. La crisi si apre tra due Paesi legati da intensi scambi: il Brasile è il principale partner commerciale dell’Argentina.
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L’opposizione argentina esulta
La vittoria di Lula ha invece suscitato soddisfazione nell’area peronista argentina. Cristina Kirchner ha descritto l’esito come “un vero e proprio 17 ottobre elettorale”, richiamando la data considerata fondativa del movimento peronista.
Anche Axel Kicillof, indicato come possibile candidato alle presidenziali del 2027, ha celebrato il risultato. Il governatore ha parlato di una “notte storica” e ha sostenuto che nessuna ingerenza straniera o campagna d’odio può piegare un popolo intenzionato a difendere sovranità e dignità.
Commercio e cooperazione tecnica
Nonostante il deterioramento politico, alcuni analisti ritengono possibile la prosecuzione dei rapporti bilaterali sul piano pratico. La cooperazione tecnica potrebbe continuare negli organismi comuni, mentre gli scambi economici tra Argentina e Brasile non si sono interrotti.
Milei dovrà quindi affrontare una relazione istituzionale già compromessa dalle sue dichiarazioni contro Lula. Il risultato brasiliano lo priva inoltre dell’alleato politico regionale sul quale aveva concentrato gran parte del proprio sostegno.
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