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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Brasile, terremoto sui mercati dopo Lula: azioni giù del 17%

L’esito elettorale scatena una forte reazione finanziaria: stop temporaneo agli scambi, real sotto pressione e rischio Paese in aumento.

Il voto che ha riportato Lula alla guida del Brasile ha provocato una brusca reazione sui mercati finanziari. L’indice Ibovespa ha perso il 17%, mentre la forte instabilità ha fatto scattare il blocco automatico delle contrattazioni, introdotto per frenare le vendite e permettere agli operatori di ritrovare un equilibrio.

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Gli scambi si fermano dopo il crollo

La sospensione ha riguardato la compravendita di azioni, strumenti derivati e titoli privati a reddito fisso. Un provvedimento simile non veniva attivato da marzo 2020, quando la diffusione del coronavirus aveva provocato forti turbolenze sui mercati internazionali.

Il calo dell’indice principale della Borsa brasiliana si è verificato nella giornata successiva alla vittoria elettorale di Lula. La misura automatica è stata adottata dopo le perdite registrate dagli strumenti finanziari legati al Paese, in un quadro caratterizzato da movimenti molto ampi su più fronti.

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Real e tassi amplificano la tensione

La pressione non ha colpito soltanto il mercato azionario. Attorno alle 10:20, ora locale, il dollaro è salito del 12,04% nei confronti del real brasiliano, arrivando a quota 5,597. Nello stesso arco temporale sono aumentati anche i tassi dei contratti DI, che riflettono le previsioni degli operatori sull’andamento futuro dei tassi d’interesse, con un rialzo fino a 260 punti base.

Anche l’indicatore del rischio Brasile ha registrato un netto peggioramento. Alle 10:34, sempre secondo l’orario locale, il dato risultava in crescita del 27%, segnalando una maggiore cautela da parte degli investitori sulla solidità finanziaria del Paese. Un aumento di questo indicatore può rendere più onerosa la raccolta di risorse sui mercati esteri sia per il governo sia per le imprese brasiliane.

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