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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Luce e gas, il risparmio dipende dai consumi: i conti da rifare

Prezzi in movimento e scadenze contrattuali possono cambiare molto la spesa invernale: ecco quando tutela e mercato libero risultano più convenienti.

Con l’inverno alle porte, la scelta della tariffa per luce e gas torna decisiva soprattutto per le famiglie che consumano molto, a partire da quelle con riscaldamento autonomo. Le simulazioni dell’Osservatorio Segugio.it, aggiornate al 5 ottobre 2026, mostrano che non esiste una soluzione valida per tutti: il risultato cambia in base ai consumi, alla quota fissa e alla scadenza delle condizioni economiche.

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La scadenza può cambiare il conto

La data da controllare si trova nella prima pagina della bolletta e nel cosiddetto Box dell’offerta. Non coincide necessariamente con la durata del contratto, che può anche essere a tempo indeterminato: indica invece fino a quando restano valide le condizioni economiche sottoscritte.

Per chi utilizza il gas per riscaldarsi, verificare questa informazione prima dell’inverno è essenziale. Se il prezzo fisso termina nei mesi di maggiore utilizzo, il fornitore deve comunicare per iscritto eventuali nuove condizioni almeno tre mesi prima. La comunicazione deve riportare la scadenza, i prezzi aggiornati, la durata della nuova proposta, il codice dell’offerta, la spesa annua stimata e le modalità per rifiutare il rinnovo o recedere.

L’avviso può arrivare tramite posta elettronica, lettera o altro supporto concordato e non necessariamente come allegato alla bolletta. È quindi opportuno confrontare subito la proposta ricevuta con le alternative disponibili sul mercato.


I consumi decidono la convenienza

A Milano, una famiglia che impiega il gas anche per il riscaldamento e consuma 900 Smc all’anno spenderebbe, secondo le stime, 1.399,76 euro con il Servizio di tutela della vulnerabilità. La migliore offerta fissa del mercato libero rilevata dall’Osservatorio porterebbe invece il conto a 1.242,37 euro: 157,39 euro in meno, pari all’11,2%.

Con un consumo annuo di 220 Smc, tipico di un’abitazione senza riscaldamento a gas, il confronto produce un esito opposto ma quasi trascurabile. La tutela avrebbe un costo stimato di 400,67 euro, contro i 402,36 euro dell’offerta fissa più conveniente: appena 1,69 euro di differenza.

La materia prima del gas destinata ai clienti vulnerabili segue comunque un aggiornamento mensile e può quindi variare durante i mesi freddi. Anche per l’elettricità il livello dei consumi pesa sul risultato. Dal 1° ottobre 2026 Arera ha aumentato del 37,3% il prezzo di riferimento per il cliente tipo vulnerabile, portandolo a 43,43 centesimi di euro per kWh, imposte comprese.

Con 1.200 kWh annui, la spesa stimata è quasi la stessa tra Maggior Tutela e migliore offerta fissa: rispettivamente 471,03 e 473,25 euro. A quota 2.700 kWh, invece, il mercato libero risulta più conveniente: 825,77 euro contro 896,13 euro, con un vantaggio di 70,36 euro, pari al 7,9%.

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Tutela e mercato libero a confronto

Per l’elettricità, le condizioni della Maggior Tutela vengono aggiornate ogni trimestre. Il valore stabilito per ottobre, novembre e dicembre 2026 resterà dunque invariato nel periodo, mentre il successivo aggiornamento riguarderà il trimestre gennaio-marzo 2027.

Diverso il meccanismo previsto per i clienti domestici non vulnerabili ancora nel Servizio a Tutele Graduali: la componente legata ai consumi segue l’andamento mensile del mercato. Il regime prevede inoltre una quota fissa annua negativa di -73,5737 euro, elemento che può favorire in modo particolare chi utilizza poca energia.

Per questo, il passaggio al mercato libero non dovrebbe essere deciso guardando soltanto al prezzo per kWh. Le offerte fisse più convenienti applicano generalmente un costo fisso compreso tra 6 e 12 euro al mese per ciascuna fornitura; per i consumi ridotti, la quota negativa prevista dal Servizio a Tutele Graduali può rendere meno vantaggioso cambiare contratto.

Per l’elettricità, il cambio di fornitore può essere completato entro tre settimane, mentre il passaggio tecnico è stato ridotto a 24 ore di un giorno lavorativo per i clienti domestici in regola con i pagamenti. Avere sotto controllo la scadenza consente quindi di valutare per tempo le alternative.


Un controllo può evitare spese inutili

Secondo Segugio.it, otto consumatori su dieci non avrebbero la tariffa più conveniente e potrebbero risparmiare in mediana circa 140 euro all’anno per punto di fornitura. La stima deriva dall’analisi di oltre 15.000 bollette ogni mese.

Il servizio di confronto consente di caricare l’ultima bolletta: un sistema basato sull’intelligenza artificiale esamina consumi e condizioni applicate, li paragona alle offerte disponibili e indica sia l’eventuale risparmio sia il caso in cui la tariffa attuale sia già competitiva.

Paolo Benazzi, direttore generale del settore servizi energetici di Segugio.it, ha sottolineato che l’aumento dei costi rende rischiosa l’inerzia. A suo giudizio, chi aveva scelto nei mesi scorsi un prezzo fisso favorevole può oggi contare su condizioni bloccate per l’intero inverno, mentre chi è ancora legato a una tariffa variabile dovrebbe verificare rapidamente le proposte disponibili, soprattutto in presenza di consumi elevati.

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