Londra, l’allarme di Mundell: la Russia potrebbe testare la Nato
L’esperto di Difesa Hamish Mundell avverte che il Regno Unito resta vulnerabile in una guerra prolungata e deve accelerare il riarmo.
La Russia potrebbe tentare di verificare la solidità della Nato colpendo uno dei suoi membri dopo la conclusione della guerra in Ucraina. Hamish Mundell, esperto di Difesa e di bilanci militari, considera concreto il rischio che Mosca cerchi di sfruttare le divisioni dell’Alleanza per mettere in discussione l’efficacia della clausola di difesa collettiva.
«È del tutto ipotizzabile che, chiusa la partita in Ucraina, Mosca decida di mettere alla prova la Nato attaccando uno dei suoi membri per testare la clausola di difesa collettiva dell’Articolo V», ha affermato Mundell. Secondo l’esperto, un eventuale successo russo nel dimostrare l’assenza di una risposta comune trasformerebbe Mosca nella principale potenza militare dell’area.
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La minaccia va oltre il fronte ucraino
L’analisi di Mundell si inserisce in un quadro segnato da attività russe su più livelli. Ai combattimenti si aggiungono l’impiego di droni contro obiettivi situati in diversi Paesi europei e le incursioni informatiche dirette alle infrastrutture tecnologiche.
Per l’esperto, le difficoltà incontrate dalla Russia in Ucraina non hanno eliminato il pericolo. Al contrario, il Cremlino avrebbe rilevato le esitazioni dei governi europei e le tensioni tra Europa e Stati Uniti, interpretandole come un’opportunità per modificare gli equilibri regionali. Un coinvolgimento diretto del Regno Unito in una futura guerra non è inevitabile, ma una preparazione insufficiente potrebbe aumentare la probabilità di uno scenario simile.
Un esercito poco adatto alla lunga guerra
«Sebbene ci siano tutte le intenzioni da parte del Governo e della società civile di evitarla con tutte le forze possibili, il Regno Unito non è ancora pronto a combattere una guerra a lungo termine», ha dichiarato Mundell. Il suo giudizio riguarda soprattutto la capacità di sostenere nel tempo un conflitto, non soltanto di affrontare un’emergenza limitata.
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Il problema, a suo avviso, nasce dall’assetto delle forze armate: Londra dispone di un numero elevato di militari professionisti, ma di una componente di riserva troppo ridotta rispetto alle necessità di una mobilitazione prolungata. Germania, Francia, Polonia e altri Paesi europei stanno invece procedendo più rapidamente sul riarmo e stanno predisponendo strumenti normativi e produttivi per affrontare un’eventuale chiamata alle armi.
Difesa e welfare, il conflitto politico
La questione non è soltanto militare. L’aumento delle risorse da destinare alla sicurezza si scontra con la scelta del Governo di non ridurre la spesa sociale, mentre il prossimo bilancio dovrebbe già incidere sulle disponibilità di ministeri come quello dell’Energia.
Mundell individua nel welfare il possibile bersaglio delle future decisioni di bilancio, soprattutto per raggiungere l’obiettivo Nato del 3,5% della spesa. A suo giudizio, l’affermazione del primo ministro Andy Burnham — «la sicurezza nazionale non può andare a scapito della sicurezza sociale» — riassume il contrasto tra le priorità dell’esecutivo e le richieste di maggiori investimenti militari.
Le parole del generale Roly Walker, capo dell’esercito britannico, hanno riaperto proprio questo confronto. Il comandante ha chiesto alla politica di discutere apertamente con i cittadini dei sacrifici necessari per preparare il Paese a una possibile guerra. Mundell, intervistato da Adnkronos, ha lavorato in passato come consigliere del cancelliere Philip Hammond durante il Governo di Theresa May.
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