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Attualità 2 min di lettura14 ore fa

Londra guarda di nuovo all’Ue: i dossier che possono riaprire il dialogo

Dalla sicurezza dell’intelligenza artificiale alla tutela dei minori online, il possibile riavvicinamento tra Regno Unito e Unione europea passa da dossier concreti.

La protezione dei minori in rete e la sicurezza dell’intelligenza artificiale potrebbero diventare due dei principali terreni di collaborazione tra Londra e Bruxelles. Il Regno Unito sta infatti preparando misure per restringere l’accesso dei più giovani ai social network, mentre l’Unione europea ha già presentato il Kids Act europeo.

Anche il ruolo britannico nello sviluppo dell’intelligenza artificiale rende il tema particolarmente rilevante. Secondo Veronika Cifrová Ostrihonová, eurodeputata slovacca di Renew e componente della Delegazione del Parlamento europeo per i rapporti con il Regno Unito, questi argomenti dovrebbero entrare nell’agenda dei prossimi contatti bilaterali.


Sicurezza e commercio al centro

Il vertice tra Unione europea e Regno Unito, indicato da Andy Burnham come possibile momento per discutere nuove forme di avvicinamento, potrebbe concentrarsi su più ambiti. Tra le priorità figurano gli scambi commerciali, la difesa e il coordinamento internazionale sulle tecnologie emergenti.

Cifrová Ostrihonová ritiene inoltre che la protezione dei minori sul web debba essere affrontata insieme alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale. La presenza di iniziative parallele, una europea e una britannica, può offrire un punto di partenza per una collaborazione più stretta.


Brexit, il ripensamento di Londra

Per l’eurodeputata, il dibattito britannico su un eventuale ritorno nell’Unione non è inatteso. Le rilevazioni condotte nel corso degli anni indicano infatti che una quota crescente, e oggi maggioritaria, dei cittadini del Regno Unito valuta negativamente la Brexit e preferisce rapporti più intensi con Bruxelles.

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Il riavvicinamento è già visibile attraverso decisioni operative, tra cui il ritorno della Gran Bretagna nel programma Erasmus+ previsto per il 2027 e i negoziati per rafforzare la collaborazione economica. «La situazione attuale e l’esperienza del Regno Unito rappresentano anche una risposta al sentimento euroscettico, perché dimostrano che lasciare l’Ue non è una soluzione semplice ai problemi», ha osservato Cifrová Ostrihonová.


Un segnale per gli euroscettici

L’apertura di Burnham a valutare un possibile rientro del Regno Unito nell’Ue viene quindi letta dall’eurodeputata come una replica concreta alle posizioni dei movimenti contrari all’integrazione europea. L’esperienza britannica, nella sua valutazione, mostra che l’uscita dall’Unione non ha risolto automaticamente le difficoltà del Paese.

Cifrová Ostrihonová ha aggiunto di considerare l’Unione «la nostra casa comune» e ha definito naturale la ripresa del dialogo. Le future discussioni, secondo la parlamentare, dovranno trasformare questo riavvicinamento già in corso in accordi specifici su economia, difesa e nuove tecnologie.

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