Lione sotto coprifuoco, Lecornu prepara la stretta: cosa succede ora
A Lione la protesta studentesca resta pacifica, mentre il governo francese accusa l’estrema sinistra per le violenze e annuncia un imponente piano di sicurezza.
A Lione circa 750 studenti hanno partecipato a una manifestazione autorizzata, sfilando per tre chilometri da Vénissieux fino alla zona sudorientale della città. Nello stesso momento, in una parte del centro è stato confermato il coprifuoco notturno, attivo dalle 21 di questa sera alle 6 di domani mattina.
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Lione resta il punto più delicato
Il corteo, promosso dall’Unef e dal Nouveau Parti anticapitaliste, si è svolto senza incidenti secondo quanto riportato dai media francesi. La Prefettura del Rodano aveva dato il via libera all’iniziativa, alla quale hanno aderito anche studenti provenienti dalla periferia lionese.
La misura notturna riguarda invece un’area circoscritta del centro cittadino. La decisione, comunicata dalla Prefettura e riferita da Bfmtv, arriva mentre le autorità si preparano a nuove mobilitazioni legate alla protesta contro il carovita.
Per sabato è pronta una grande mobilitazione
Sébastien Lecornu ha annunciato un rafforzamento «massiccio» del dispositivo di sicurezza in vista della cosiddetta “Fase II”, prevista per sabato prossimo. Il primo ministro ha riconosciuto che la gestione delle manifestazioni precedenti ha mostrato diverse lacune.
Tra gli aspetti indicati dal premier ci sono la capacità solo parziale dei servizi d’intelligence di individuare in anticipo tutti i rischi e un impiego giudicato troppo statico delle forze dell’ordine a Parigi. Lecornu ha inoltre citato la pressione sui gendarmi e la scelta del ministro dell’Interno di non revocare i permessi di lunga durata al personale.
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Lecornu accusa i gruppi radicali
Intervenendo all’Assemblea nazionale, il capo del governo ha descritto le violenze del 17 ottobre come il risultato di una modalità d’azione mai osservata prima. Secondo la sua ricostruzione, gli episodi non si sarebbero concentrati soltanto nella fase finale dei cortei: in questa occasione sarebbero cominciati già dall’avvio delle manifestazioni.
A sostegno della propria tesi, Lecornu ha citato quanto accaduto a Marsiglia, dove gruppi di persone riconducibili all’estrema sinistra avrebbero agito in modo coordinato. Il premier ha parlato di un «piano insurrezionale organizzato da piccoli gruppi dell’estrema sinistra e dell’ultrasinistra».
Il governo promette nuove prove
Tra gli episodi richiamati dal primo ministro figura anche l’incendio del municipio di Limoges, indicato come un esempio della strategia contestata. Lecornu ha assicurato che le autorità renderanno disponibili elementi per documentare le proprie accuse.
Il premier ha definito senza precedenti anche la dinamica operativa delle violenze, sostenendo che la loro comparsa fin dalle prime fasi del corteo rappresenti una novità rispetto alle proteste precedenti. Nel frattempo, il governo punta su un dispiegamento più mobile e numeroso per affrontare le prossime iniziative.
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