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Attualità 2 min di lettura13 ott

Librino, Pegaso prende il volo: 5mila sogni diventano arte

A Catania la Fondazione Antonio Presti ha inaugurato una nuova opera collettiva, nata dal lavoro di bambini, famiglie e scuole del quartiere.

A Librino, quartiere alla periferia di Catania, 5.000 manufatti in terracotta realizzati da bambini e mamme sono diventati parte di una nuova opera pubblica. La Fondazione Antonio Presti ha inaugurato la “Porta di Pegaso”, insieme alla scultura monumentale “Pegaso – Il Cavallo Alato”, trasformando una piazza davanti all’Istituto comprensivo Campanella Sturzo in un luogo di festa e partecipazione.

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Cinquemila tessere per una storia comune

Le opere sono state create durante laboratori artistici e didattici che hanno coinvolto tutte le scuole di Librino. Ogni elemento raccoglie pensieri, desideri e immagini elaborati dai più piccoli, per poi entrare nella composizione della porta e contribuire a un racconto condiviso dell’intera comunità.

All’inaugurazione hanno partecipato alunni, genitori, insegnanti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni. Anche il colore blu, scelto come simbolo di libertà, infinito e immaginazione, ha accompagnato la cerimonia e ha coinvolto gli spazi vicini, comprese le attività commerciali del quartiere.


Il cavallo che sfida la gravità

Al centro del progetto si trova la grande scultura realizzata dall’artista Antonello Bonanno Conti. Costruito in acciaio inossidabile specchiante, il cavallo riflette la luce, le nuvole, gli edifici e i volti delle persone, cambiando aspetto durante la giornata.

L’immagine di Pegaso rilegge un simbolo legato alla cultura popolare catanese. Il cavallo, tradizionalmente associato al lavoro, alle corse clandestine, allo sfruttamento e alla carne equina, viene rappresentato con le ali e sottratto all’idea di un animale costretto a trascinare un peso. Diventa così un emblema della libertà, della conoscenza e della possibilità di immaginare un futuro diverso.

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La bellezza come strumento educativo

Per Antonio Presti, il valore dell’intervento non coincide soltanto con la scultura visibile. “Le armi più potenti che possiamo consegnare ai nostri ragazzi sono il sapere e i sogni”, ha affermato, sottolineando il legame tra istruzione, creatività e capacità di costruire nuove prospettive.

Il fondatore della Fondazione ha ricordato anche il rapporto costruito con Librino negli ultimi trent’anni. “È stato come innestare bellezza in una pianta ferita, che aveva bisogno soprattutto del cuore per tornare a fiorire”, ha detto, spiegando che il progetto punta a modificare non soltanto l’aspetto degli spazi urbani, ma anche il modo in cui gli abitanti guardano al proprio quartiere.


Musica e scuola per l’inaugurazione

La cerimonia è iniziata con l’esibizione del Piccolo Coro Santa Maria dell’Idria di Viagrande. In seguito, gli studenti delle scuole locali hanno presentato canti, poesie e momenti teatrali dedicati al cavallo alato e al significato delle sue ali.

La giornata ha riunito famiglie, docenti e dirigenti scolastici attorno a un percorso nel quale la scuola viene proposta anche come spazio di espressione e consapevolezza. La “Porta di Pegaso” rientra nella Triennale della Contemporaneità promossa dalla Regione Siciliana, con il sostegno del fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo, e rappresenta un nuovo passaggio del programma di rigenerazione urbana e culturale promosso dalla Fondazione Antonio Presti.

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