Salis sfida il Pd: «Primarie? Meglio evitarle
La sindaca di Genova prende le distanze dal metodo di selezione del candidato e ammette divergenze con Schlein, senza chiudere alla politica nazionale.
Il futuro politico di Silvia Salis resta aperto, ma la sindaca di Genova mette subito un punto fermo: non considera le primarie la strada giusta per scegliere il candidato del centrosinistra e non pensa di partecipare a un’eventuale competizione interna. Lo ha ribadito alla Feltrinelli di Genova, durante la presentazione del suo libro È già domani.
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Il nodo delle primarie divide il centrosinistra
Secondo Salis, gli elettori progressisti meriterebbero una proposta più solida, dopo aver difeso per anni un’area politica spesso attraversata da divisioni. Da qui la sua contrarietà all’ipotesi di affidare ancora una volta la scelta del candidato alle primarie: «Spero che il centrosinistra non si butti nell’avventura delle primarie».
La sindaca non ha però trasformato la sua posizione in un attacco a Elly Schlein. A suo giudizio, la segretaria del Pd sarebbe convinta di poter prevalere in una consultazione aperta e avrebbe pieno titolo per sostenerla. Salis ha riconosciuto il peso dell’incarico ricoperto dalla leader dem, pur lasciando intendere di avere una strategia differente per la guida del partito.
Con Schlein resta una distanza politica
Il rapporto tra le due esponenti del centrosinistra è segnato soprattutto da una diversa lettura del Pd. «Magari io ho idee diverse da lei su come sta gestendo il Pd, ma me le tengo per me», ha affermato Salis, scegliendo di non entrare nei dettagli delle proprie critiche.
Un tema su cui invece la sindaca ha espresso una posizione netta riguarda la presenza delle componenti moderate. Ha ricordato il risultato vicino al 40% ottenuto dal partito durante la stagione di Matteo Renzi, spiegandolo con la capacità di includere anche sensibilità centriste. Quando quella dimensione è stata trascurata, ha aggiunto, il Pd avrebbe finito per perdere consenso.
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L’ipotesi nazionale non è esclusa
Alla domanda su un possibile impegno oltre Genova, Salis non ha annunciato candidature ma ha rivendicato la legittimità di coltivare un percorso nella politica nazionale. Anche l’eventualità di assumere un ruolo di collegamento nell’area centrista resta teorica: prima, ha osservato, i partiti dovrebbero dimostrare di voler davvero stare insieme.
La frammentazione dell’offerta politica, con la nascita frequente di nuove formazioni, rende secondo lei difficile capire se gli elettori distinguano le diverse proposte. Per questo Salis non vede, al momento, segnali concreti di un processo di aggregazione e non intende prestare il proprio nome a un progetto la cui coesione non sia ancora chiara.
Fisco, Ucraina ed Europa
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di patrimoniale. Salis ha sostenuto che una simile misura dovrebbe essere progettata con attenzione, respingendo la rappresentazione del centrodestra secondo cui colpirebbe indistintamente i piccoli risparmiatori. Per la sindaca, la priorità resta comunque il contrasto all’evasione fiscale, su cui ha chiesto un approccio particolarmente deciso.
Salis ha criticato anche alcune posizioni del governo, ricordando l’accostamento tra imposte e pizzo e il sostegno ai pagamenti in contanti. Sul conflitto in Ucraina ha infine difeso la prosecuzione dell’aiuto a Kiev e una risposta europea più forte: «Credo che il popolo ucraino non si aspetti che lo abbandoniamo di fronte a questo conflitto».
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